Alla ricerca dello smash migliore – Parte 1 (ATP)

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato il 28 novembre 2017 – Traduzione di Edoardo Salvati

Come possiamo identificare i colpi migliori nel tennis? Sembra, all’apparenza, un quesito dalla risposta immediata. Grazie ai dati punto per punto raccolti in più di 3500 partite del Match Charting Project, siamo in grado di verificare ogni occorrenza del colpo in questione e determinarne l’esito. Se un giocatore colpisce molti vincenti o vince molti dei punti successivi a quel colpo, è probabile che sia un colpo in cui riesce molto bene. Svariati errori non forzati invece potrebbero indurci a pensare al contrario.

Poco tempo fa un amico mi ha chiesto: chi possiede lo smash migliore tra gli uomini? Rispetto ad altri colpi, come ad esempio il rovescio tagliato, dovrebbe essere abbastanza facile valutare gli smash, visto che in larga parte sono colpi che chiudono lo scambio – nel tennis maschile attuale (parlerò di quello femminile nella seconda parte) il 69% è rappresentato da vincenti o da errori forzati – aspetto che semplifica il problema.

L’algoritmo più diretto per trovare una risposta consiste nel determinare la frequenza con cui un punto si conclude in favore del giocatore che ha colpito lo smash, grazie a un vincente o a un errore forzato. Possiamo chiamare questo rapporto “V/SM”. Nel Match Charting Project ci sono ottanta giocatori con almeno dieci partite nel circuito maggiore e il rapporto V/SM per quei giocatori va dall’84% (di Jeremy Chardy) fino al 30% (di Paolo Lorenzi). Sono estremi appartenenti a giocatori con un insieme di dati relativamente ridotto; se limitiamo l’analisi ai giocatori con almeno 90 smash, l’intervallo non è così ampio. Il migliore è Jo Wilfried Tsonga, con il 79%, il “peggiore” è Ivan Lendl, con il 57%. È un po’ ingiusto definire Lendl il peggiore, visto che negli anni la frequenza di smash vincenti è significativamente aumentata, e quella di Lendl è inferiore alla media degli anni ’80 solo di un paio di punti percentuali. Tra i giocatori in attività presenti nel campione che hanno almeno 90 smash è Stanislas Wawrinka ad alzare il livello minimo, con un V/SM del 65%.

Possiamo analizzare gli effetti di lungo periodo degli smash di un giocatore senza aggiungere eccessiva complessità. Se terminare un punto con lo smash è una situazione ideale, la maggior parte dei giocatori si accontenterebbe di vincere il punto. Quando colpiscono uno smash, i giocatori odierni finiscono per vincere il punto l’81% delle volte, andando dal 97% (di nuovo Chardy) al 45% (di nuovo Lorenzi). È sempre Tsonga a guidare il campione più ampio di giocatori, vincendo il 90% dei punti a seguito di uno smash e, tra i giocatori in attività, Wawrinka rimane ultimo, con il 77%.

La tabella elenca tutti i giocatori con almeno 90 smash nel database del Match Charting Project, con indicazione del relativo rapporto vincenti (ed errori forzati indotti dallo smash) per smash (V/SM), errori per smash (E/SM) e punti vinti per smash (PT/SM).

Giocatore    V/SM   E/SM   PT/SM  
Tsonga       78%    6%     90%  
Berdych      76%    6%     88%  
Sampras      75%    7%     86%  
Federer      73%    7%     86%  
Nadal        69%    7%     84%  
Raonic       73%    9%     82%  
Murray       67%    6%     82%  
Nishikori    68%    11%    81%  
Ferrer       71%    9%     81%  
Agassi       67%    8%     80%  
Djokovic     66%    9%     80%  
Edberg       62%    12%    78%  
Wawrinka     65%    10%    77%  
Lendl        57%    13%    71%

Sono numeri che indicano chiaramente su quali giocatori si dovrebbe scommettere se mai venisse organizzata una gara degli smash nello stile di quella delle schiacciate all’All Star Game della NBA. Ancora meglio, non ci si macchia di alcuna pesante offesa nei confronti del buon senso: ci si attende infatti di vedere Tsonga e Roger Federer in cima alla lista, e sarebbe stato strano trovare Novak Djokovic troppo lontano dal fondo.

Opportunità di smash

Dobbiamo però fare meglio di così. Quasi tutti i colpi di una partita sono frutto di una decisione del giocatore che li colpisce: meglio topspin o taglio? Rovescio o dritto girando intorno alla pallina? Approccio a rete o linea di fondo? Molti smash sono una scelta ovvia, ma molti altri non lo sono. I giocatori fanno scelte diverse tra loro e, per valutare un colpo specifico, bisogna riformulare la domanda in modo più puntuale. Invece di cercare un vago “il migliore”, dovremmo orientarci a capire quale giocatore ottiene il massimo dai suoi smash. Le domande sono certamente simili, ma non identiche.

Espandiamo la visuale per integrare quelle che potremmo chiamare “opportunità di smash”. Anche in questo caso, come tipologia di colpo lo smash rende l’analisi più semplice. Possiamo definire un’opportunità di smash come un pallonetto colpito dall’avversario (con un campione di dati imperfetto, c’è una complicazione aggiuntiva, perché a volte i colpi che precedono lo smash sono codificati come colpi a rimbalzo in topspin o tagliati. Le ho comunque considerate opportunità di smash). Nel tennis maschile moderno, circa il 72% dei pallonetti comportano uno smash, il resto è giocato come vincente o gestito con un altro colpo. Ogni giocatore ha la sua strategia: Federer, Pete Sampras e Milos Raonic colpiscono lo smash di fronte a più dell’84% di opportunità. Pochi giocatori si fermano sotto al 50%: Nick Kyrgios ad esempio ha colpito uno smash solo 20 volte sulle 49 opportunità del campione (il 41%). Tra i giocatori di cui si hanno più dati a disposizione, Juan Martin Del Potro ha scelto di colpire lo smash 61 volte su 114 (il 54%) e Andy Murray 271 su 433.

Naturalmente, non tutti i pallonetti sono uguali tra loro. Quando il numero di punti è molto alto, ci si attende una normalizzazione nella tipologia, ma anche in quella circostanza, lo stile complessivo di gioco può influenzare le opportunità di smash che un giocatore si trova ad avere. Ma questo è un’aspetto più complicato e per un’analisi separata; per il momento, è più facile ipotizzare che la combinazione di opportunità di smash per ciascun giocatore sia pressoché identica, pur tenendo a mente la probabilità di aver nascosto un po’ di complessità sotto al tappeto.

Con una varietà così ampia di smash per opportunità di smash (SM/OSM), è evidente che per alcuni giocatori gli smash in media siano più difficili che per altri. Federer colpisce circa la metà delle opportunità di smash rispetto, ancora, a quanto faccia Del Potro, indicazione che i tentativi di Federer arrivano su pallonetti più difficili da gestire di quelli di Del Potro; e sui tentativi più difficili, Del Potro sceglie un colpo diverso. Quando decide di giocare lo smash infatti, raggiunge un livello di efficacia molto alto, vincendo l’84% di quei punti, ma è probabile che, se colpisse lo smash con la stessa frequenza di Federer, non arriverebbe a una percentuale di successo altrettanto redditizia.

Questo fa pensare a una domanda leggermente differente: quali sono i giocatori più efficaci in presenza di opportunità di smash? Lo smash di per sé non è necessariamente così importante, poiché se un giocatore è ugualmente efficace con, ad esempio, un dritto o un rovescio al volo, non giocare lo smash diventa irrilevante. Lo smash è semplicemente uno strumento efficace utilizzato dalla maggior parte dei giocatori in occasioni di questo tipo.

Le opportunità di smash non offrono la stessa garanzia di risultato degli smash: nel tennis maschile moderno, i giocatori vincono il 72% dei punti dopo aver ricevuto un’opportunità di smash dall’avversario e il 56% dei colpi che seguono diventano un vincente o inducono a un errore forzato. Stiamo andando un po’ fuori strada, ma queste considerazioni permettono di affrontare una questione di portata più ampia sul gioco, perché le opportunità di smash rappresentano un numero di colpi maggiore degli smash.

La tabella elenca tutti i giocatori con almeno 99 opportunità di smash nel campione dati del Match Charting Project, insieme alla frequenza con cui colpiscono lo smash (SM/OSM), con cui colpiscono vincenti o inducono errori forzati a seguito di opportunità di smash (V/OSM), con cui commettono un errore (E/OSM) e con cui vincono un punto quando ricevono il pallonetto (PTV/OSM). Come nell’elenco precedente, i giocatori sono classificati sulla base dei punti vinti riportati nell’ultima colonna a destra.

Giocatore   SM/OSM  V/OSM  E/OSM  PTV/OSM  
Tsonga      80%     68%    13%    80%  
Federer     84%     66%    13%    78%  
Sampras     86%     68%    15%    78%  
Berdych     75%     66%    16%    76%  
Raonic      85%     67%    14%    76%  
Djokovic    81%     60%    13%    75%  
Anderson    66%     57%    12%    74%  
Nadal       74%     57%    16%    73%  
Agassi      77%     62%    17%    73%  
Becker      85%     59%    18%    72%  
Wawrinka    79%     58%    15%    72%  
Nishikori   72%     57%    17%    70%  
Murray      63%     52%    15%    70%  
Thiem       66%     52%    11%    70%  
Ferrer      71%     57%    17%    69%  
Cuevas      73%     54%    14%    67%  
Edberg      81%     52%    23%    65%  
Borg        81%     41%    20%    63%  
Del Potro   54%     48%    19%    60%  
Lendl       74%     45%    28%    59%  
McEnroe     74%     43%    24%    56%

C’è molta somiglianza nella graduatoria delle due tabelle, con nomi quali Federer, Sampras e Tsonga in cima. Ci sono però anche differenze chiave: Djokovic e Wawrinka sono particolarmente efficaci in risposta a un pallonetto con colpi che non siano necessariamente uno smash, mentre Del Potro è l’opposto, comparendo quasi in fondo all’elenco nonostante sia molto efficace con lo smash.

La frequenza con cui un giocatore trasforma opportunità di smash in smash possiede un impatto sulla sua percentuale di successo complessiva sulle opportunità di smash, ma la relazione non è così forte (r^2 = 0.18). Anche colpi alternativi come dritto/rovescio al volo o dritti da centro campo consentono di vincere il punto con una buona probabilità.

Il valore dello smash

Torniamo alla mia domanda, nella versione rivista: quale giocatore ottiene più valore dallo smash? Per una buona risposta, è necessario determinare la frequenza con cui lo smash è colpito e con quale successo. Una volta quantificate queste due variabili, siamo in grado di verificare quanto uno smash valido o, viceversa, uno colpito male, possano incidere sulla prestazione finale di un giocatore, misurata con i punti complessivamente vinti, e quanto uno smash fantastico si discosti da uno pessimo.

Come detto, un giocatore del circuito maggiore attuale vince mediamente il punto l’81% delle volte in cui colpisce uno smash. Esprimiamo lo stesso concetto in termini di probabilità di vincere un punto: quando un pallonetto è in aria e un giocatore posiziona la racchetta per colpire lo smash, la sua probabilità di vincere il punto è dell’81%, poiché gran parte del lavoro è già stato fatto avendo creato una situazione così favorevole. Se il giocatore in questione finisce per vincere il punto, lo smash ha aumentato la probabilità di 0.19 punti percentuali (dallo 0.81 all’1%), se invece finisce per perdere il punto, lo smash ha fatto diminuire la probabilità di 0.81 punti percentuali (dallo 0.81 allo 0%). Un giocatore che colpisce cinque smash vittoriosi consecutivamente ha uno smash che vale circa un intero punto: 5 moltiplicato per 0.19 è uguale a 0.95.

Possiamo usare questa semplice formula per stimare quanto valga lo smash di ciascun giocatore, espresso in punti. Lo chiamiamo Probabilità di Punto Aggiunta (PPA). Da ultimo, dobbiamo inserire nel calcolo la frequenza con cui viene colpito lo smash. Per farlo, dividiamo la PPA per il numero totale di punti giocati, e moltiplichiamo per 100 per rendere il risultato più leggibile. La statistica diventa quindi PPA per 100 punti, e riflette l’impatto dello smash in una tipica partita di breve durata. La maggior parte dei giocatori ha un numero simile di opportunità di smash ma, come osservato in precedenza, alcuni decidono di colpire più smash di altri. Quando dividiamo per il numero di punti, diamo maggior merito ai quei giocatori che ricorrono più spesso allo smash.

L’impatto complessivo dello smash si rivela essere minimo. La tabella elenca i giocatori dagli anni ’90 con almeno 99 opportunità di smash nel campione di dati a disposizione, e la relativa PPA dello smash per 100 punti.

Giocatore     SM PPA/100  
Tsonga        0.17  
Sampras       0.11  
Berdych       0.11  
Federer       0.10  
Nadal         0.05  
Raonic        0.04  
Del Potro     0.02  
Murray        0.01  
Anderson      0.01  
Nishikori     0.00  
Ferrer        0.00  
Agassi        0.00  
Djokovic      -0.02  
Wawrinka      -0.07  
Thiem         -0.07  
Cuevas        -0.10

È sempre Tsonga a dominare incontrastato, dalla misurazione più elementare a quella più complessa. Il suo 0.17 di PPA dello smash per 100 punti significa che la qualità dei suoi smash gli garantisce circa un punto aggiuntivo (rispetto alla media del circuito) ogni 600 punti. Non sembra molto, ed effettivamente non lo è: Tsonga colpisce meno di uno smash ogni 50 punti e, per quanto il suo sia accurato, anche il giocatore medio possiede uno smash molto affidabile.

Riusciamo anche a farci un’idea di quanto siano tra loro distanti i giocatori rispetto all’abilità nel colpire lo smash. Tra quelli in attività, il ritardatario del gruppo è Pablo Cuevas, con lo -0.1 di PPA per 100 punti: la sua inefficacia con lo smash gli costa un punto ogni mille giocati. Si può fare anche peggio – Lorenzi ottiene il -0.65 di PPA, seppur in un campione ridotto di dati – ma se limitiamo l’analisi ai giocatori con più informazioni punto per punto, la differenza tra estremo superiore e inferiore è a malapena di 0.25 di PPA per 100 punti, cioè un punto ogni 400.

Da quest’ultimo elenco ho escluso molti giocatori delle generazioni precedenti. Come detto, la frequenza di smash vincenti in quel periodo era in media inferiore, quindi valutare leggende come John McEnroe o Bjorn Borg attraverso una formula di probabilità di punto basata su dati del tennis attuale sarebbe totalmente errato. Con Sampras e Andre Agassi siamo però al sicuro, visto che la frequenza con cui i giocatori trasformano smash in punti vinti è rimasta abbastanza stabile dall’inizio degli anni ’90.

Il valore della risposta al pallonetto

Dopo aver visto l’impatto potenziale della bravura con lo smash, ampliamo nuovamente il raggio d’azione per verificare l’impatto potenziale della bravura con le opportunità di smash. Prima che un giocatore decida come rispondere a un pallonetto, la sua probabilità di vincere il punto è di circa il 72%. Quindi, utilizzare un colpo che porta alla vittoria del punto vale 0.28 punti percentuali di PPA, mentre una scelta che determina la perdita del punto si traduce in una PPA di -0.72.

Ci sono più opportunità di smash che smash e maggiori margini di miglioramento come media (72% invece che 81%), dovremmo quindi attenderci un intervallo più ampio di valori PPA per 100 punti. In altre parole, dovremmo attenderci che la bravura nella risposta al pallonetto, che comprende lo smash come possibile colpo, sia più importante della bravura specifica nel colpire uno smash.

La differenza è modesta, sembra però che la bravura nella risposta al pallonetto abbia un’ampiezza maggiore di quella nel colpire lo smash. La tabella mostra il medesimo gruppo di giocatori, sempre con indicazione della loro PPA per 100 smash (SM PPA/100) e con anche i valori della PPA/100 per le opportunità di smash (OSM PPA/100).

Giocatore    SM PPA/100   OSM PPA/100  
Tsonga       0.17         0.18  
Federer      0.10         0.16  
Sampras      0.11         0.16  
Raonic       0.04         0.12  
Berdych      0.11         0.09  
Anderson     0.01         0.08  
Djokovic     -0.02        0.07  
Nadal        0.05         0.03  
Agassi       0.00         0.01  
Wawrinka     -0.07        0.00  
Nishikori    0.00         -0.03  
Murray       0.01         -0.03  
Thiem        -0.07        -0.05  
Ferrer       0.00         -0.06  
Cuevas       -0.10        -0.12  
Del Potro    0.02         -0.19

Sono ancora Djokovic e Del Potro a catturare l’attenzione, in qualità di giocatori la cui bravura nello smash non rappresenta accuratamente la bravura nelle opportunità di smash. Djokovic è di poco sotto la media con gli smash, ma qualche gradino sopra sulle opportunità di smash. Del Potro invece supera di poco la media nel colpire lo smash, ma ottiene risultati decisamente negativi quando deve fronteggiare un pallonetto.

Siamo quindi in grado di misurare i migliori smash nel tennis, di mettere a confronto i giocatori e arrivare a un’impressione complessiva dell’importanza di questo colpo. Abbiamo però visto anche che non basta considerare solo gli smash, ma che si può conoscere di più dell’abilità di un giocatore allargando l’analisi alle opportunità di smash.

Nella seconda parte, i risultati ottenuti per il circuito femminile.

Measuring the Best Smashes in Tennis