Nella rivalità con Nadal, il rovescio di Federer è diventato un’arma?

di Stephanie Kovalchik // OnTheT

Pubblicato il 17 marzo 2017 – Traduzione di Edoardo Salvati

Chi tra gli appassionati di tennis ha pensato che la vittoria di Roger Federer su Rafael Nadal nella finale degli Australian Open 2017 fosse solo attribuibile al caso visto il dominio di Nadal negli scontri diretti, dovrà ricredersi dopo la schiacciante vittoria di Federer negli ottavi di finale all’Indian Wells Masters 2017, che lascia ben sperare i suoi tifosi per la stagione in corso.

Federer ha battuto Nadal in due set in poco più di un’ora, salvando l’unica palla break concessa e trasformando quattro delle cinque a suo favore. La sopravvivenza in quello che è stato definito il quarto della morte è sembrata in realtà una passeggiata per Federer. Lo stesso Nadal ha ammesso di essere stato demolito.

Con due vittorie di fila nel 2017 su un avversario che molto spesso ha avuto la meglio in passato, tutti si chiedono come, all’età di 35 anni, Federer sia riuscito a raggiungere, almeno in questa fase, il punto di svolta nella rivalità con Nadal.

Molti, tra cui Chris Clarey del New York Times e Jeff Sackmann di TennisAbstract, hanno evidenziato nel rovescio di Federer una componente chiave del suo ritrovato successo. In passato, con il rovescio a una mano Federer faticava ad addomesticare l’estrema altezza e rotazione del servizio di Nadal e dei suoi colpi di scambio. Nelle ultime due partite invece, il suo rovescio è stato più un’arma a disposizione che un punto debole.

Uno sguardo alle tendenze nelle loro partite agli Australian Open dal 2012 in avanti può fornire dettagli per rispondere alla domanda. Come mostrato dall’immagine 1, si osserva in primo luogo che la velocità del rovescio di Federer è cresciuta significativamente dal 2012 al 2017, sia nella risposta al servizio, sia nei colpi giocati durante lo scambio (nella versione originale è possibile visualizzare i singoli valori puntando il mouse su ciascun cerchio, n.d.t.). Per la risposta al servizio, la mediana della velocità del rovescio è salita da 102 km/h nel 2012 a 106 km/h nel 2017. Nei colpi di scambio, l’incremento è ancora più marcato, con la mediana della velocità del rovescio che è aumentata, sempre nello stesso periodo, da 111 km/h a 120 km/h.

IMMAGINE 1 – Il rovescio di Federer contro Nadal è diventato più veloce

Inoltre, analizzando l’altezza con cui la pallina supera la rete, si osserva anche un cambiamento nella tipologia del rovescio di Federer. Dagli Australian Open 2012, il rovescio di Federer nella risposta al servizio di Nadal ha superato la rete con altezza decrescente di quasi il 25%, come mostrato dall’immagine 2. Negli scambi invece, il rovescio ha superato la rete a un’altezza inferiore del 15%, sempre per il periodo considerato.

IMMAGINE 2 – Il rovescio di Federer contro Nadal è diventato più piatto

Sono entrambe indicazioni del fatto che Federer abbia colpito il rovescio con più velocità e con minore effetto contro Nadal nel 2017 di quanto abbia fatto nei loro scontri diretti nei precedenti 5 anni. Come ci è riuscito?

Una spiegazione risiede nella volontà di Federer di rinunciare al rovescio difensivo tagliato anticipando l’impatto con la pallina da una posizione in campo più interna. Le statistiche raccolte da TennisAbstract supportano questa conclusione. Se mettiamo a confronto la semifinale degli Australian Open 2014 con gli ottavi di finale all’Indian Wells Masters 2017, osserviamo che la frequenza con cui Federer colpisce il rovescio tagliato si è ridotta del 50%.

I benefici di una strategia così offensiva erano sicuramente già noti a Federer tre anni fa. Sembra solo che ci sia voluto del tempo prima di renderla attuabile. Se questo sia legato all’arrivo di Ivan Ljubicic come allenatore, a una racchetta dal piatto corde più ampio, a una prospettiva più rilassata sulla carriera o ad altri fattori, rimane un argomento aperto a congetture.

In Federer-Nadal Rivalry, Has the Federer Backhand Become a Weapon?

Il “quarto della morte” a Indian Wells

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato il 13 marzo 2017 – Traduzione di Edoardo Salvati

Il tabellone maschile singolare dell’Indian Wells Masters 2017 è quantomeno impari. Nel quarto di finale della parte bassa assegnato alla testa di serie e numero 2 del mondo Novak Djokovic figurano anche Roger Federer, Rafael Nadal, Juan Martin Del Potro e Nick Kyrgios. Non servono grandi analisi per capire che la strada di Djokovic è diventata in salita e, di riflesso, quella di Andy Murray, numero 1 del mondo, in discesa. Ovviamente, Murray ha perso la sua prima partita contro Vasek Pospisil, rendendo di fatto Stanislas Wawrinka il più fortunato tra i giocatori del torneo nel deserto californiano.

Il sorteggio ha creato le basi per alcune partite di cartello: Federer e Nadal non si sono più affrontati prima dei quarti di finale dal loro primo incontro nel 2004, e Federer non ha giocato contro Djokovic prima delle semifinali in più di 40 partite fra i due dal 2007. Kyrgios, che vanta vittorie contro i tre più forti del suo lato, avrà probabilmente un’altra opportunità per mettere alla prova il suo talento contro i migliori.

E’ passato del tempo dal mio ultimo articolo sulla fortuna del sorteggio e questa sembra la circostanza adatta per affrontare nuovamente il tema. Il meccanismo è presto detto: partendo dai qualificati al tabellone principale e generando sorteggi casuali, è possibile ottenere una sorta di “previsione a ritroso” delle probabilità di ciascun giocatore prima che il sorteggio ufficiale avesse luogo, quando cioè il percorso di Djokovic non era necessariamente così accidentato. Mettendo a confronto la previsione a ritroso con quella basata sul tabellone effettivo, siamo in grado di capire quanto la fortuna del sorteggio abbia modificato le probabilità di ogni giocatore di conquistare punti validi per la classifica o il vincere il torneo.

La tabella elenca gli otto giocatori più favoriti dalle previsioni prima del sorteggio, oltre alle loro probabilità di vincere il torneo, prima e dopo il sorteggio:

Giocatore   Pre-sorteggio  Post-sorteggio
Djokovic    26.08%         19.05%  
Murray      19.30%         26.03%  
Federer     10.24%         8.71%  
Nadal       5.46%          4.80%  
Wawrinka    5.08%          7.14%  
Nishikori   5.01%          5.67%  
Kyrgios     4.05%          2.62%  
Del Potro   4.00%          2.34%

Le probabilità si basano sul mio sistema di classifica Jrank, che è strettamente correlato con il sistema di valutazione Elo. In questo caso ho utilizzato Jrank al posto di Elo perché Jrank è specifico della superficie in cui si sta giocando. Inoltre, non ho considerato il primo turno del tabellone principale, perché – visto che tutte le 32 teste di serie ricevono un bye al primo turno – diventa solamente un turno di qualificazioni edulcorato, che ha scarso effetto sulle possibilità di titolo delle teste di serie.

E’ facile vedere che il quarto di finale in questione, “il gruppo della morte”, è effettivamente la sezione di tabellone in cui le speranze di titolo vanno a morire. Djokovic, che entrambi i sistemi considerano ancora il miglior giocatore, aveva il 26% di probabilità di difendere il suo titolo prima del sorteggio, che è sceso al 19% una volta che il tabellone si è riempito. Non è una coincidenza che le probabilità di Murray si siano mosse nella direzione opposta. Le probabilità di Federer e Nadal non hanno subito grosse variazioni, in larga parte perché comunque non ci si attendeva che superassero Djokovic, a prescindere dal turno.

Nella situazione che si è venuta a creare, il problema non è solo la fortuna, ma lo sono i limiti del sistema di classifica adottato dall’ATP. Nessuno pensa seriamente che Del Potro abbia iniziato il torneo da 31esimo favorito, o che Kyrgios sia il 15esimo. Non esistono metodologie di classifica perfette ma, al momento, quelle ufficiali determinano con scarsa precisione quali siano i giocatori con le migliori probabilità di vincere sul cemento. Minore l’affidabilità delle classifiche, maggiore la probabilità di un tabellone sbilanciato come all’Indian Wells Masters 2017.

Per un’analisi più approfondita delle conseguenze del sorteggio sui giocatori con minori probabilità di vincere il torneo, dobbiamo guardare ai “punti classifica attesi”. Utilizzando le probabilità con cui un giocatore può raggiungere ogni turno, è possibile calcolare i punti attesi per l’intero torneo. Per giocatori, come Kyle Edmund ad esempio, con praticamente nessuna probabilità di vincere il titolo a prescindere dal sorteggio, i punti attesi forniscono uno strumento più accurato della forza della fortuna nel sorteggio. La tabella elenca i dieci giocatori che più pesantemente hanno subito il sorteggio sfavorevole:

Giocatore  Pti pre-sorteggio Pti post-sorteggio Effetto  
Edmund     28.8              14.3               -50.2%  
Johnson    65.7              36.5               -44.3%  
Pospisil   29.1              19.4               -33.2%  
Del Potro  154.0             104.2              -32.3%  
Robert     20.3              14.2               -30.1%  
Delbonis   20.0              14.5               -27.9%  
Djokovic   429.3             325.4              -24.2%  
Kyrgios    163.5             124.6              -23.8%  
Zeballos   17.6              14.1               -20.0%  
A.Zverev   113.6             91.5               -19.4%

Nella maggior parte dei tornei, questo elenco è popolato da giocatori come Edmund e Pospisil, cioè fuori dalle teste di serie e con la sfortuna di dover incontrare un giocatore di vertice al primo turno. Molto meno frequente è la presenza di così tante teste di serie – in particolare uno dei primi due del mondo – tra i giocatori più sfortunati. Sebbene Federer e Nadal non rientrino nella lista, i numeri supportano l’intuizione di fondo: il tabellone di Federer ha ridotto i suoi punti attesi da 257 a 227, e quelli di Nadal da 195 a 178.

L’elenco opposto, cioè dei giocatori che sono stati più fortunati nel sorteggio, è formato da molti giocatori che si trovano nella parte alta del tabellone, tra cui Murray e Wawrinka. Murray ha sperperato la sua fortuna, mettendo Wawrinka in una condizione ancora più favorevole:

Giocatore  Pti pre-sorteggio Pti post-sorteggio Effetto  
Jaziri     21.9              31.6               44.4%  
Dzumhur    29.1              39.0               33.9%  
Klizan     27.6              36.4               32.1%  
Sousa      24.7              31.1               25.9%  
Gojowczyk  20.4              25.5               24.9%  
Berdych    93.6              116.6              24.6%  
Zverev     58.5              72.5               23.8%  
Nishioka   26.9              32.6               21.1%  
Isner      80.2              97.0               21.0%  
Murray     369.1             444.2              20.3%  
Wawrinka   197.8             237.7              20.1%

Nel corso della stagione, stranezze di questa natura tendono a livellarsi. Djokovic però si starà chiedendo cosa abbia fatto per infastidire gli dei del tabellone: solo per raggiungere un quarto di finale eventuale contro Federer o Nadal, dovrà affrontare Del Potro e probabilmente Kyrgios per il secondo torneo consecutivo.

Dovessero Federer, Kyrgios e Del Potro riuscire a riportare la loro classifica ATP a un livello più vicino al loro vero talento, avranno meno probabilità di ritrovarsi in parti del tabellone così pericolose. Per Djokovic, una splendida notizia.

The Indian Wells Quarter of Death

I maestri di marzo

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato l’8 marzo 2012 – Traduzione di Edoardo Salvati

Non generano esattamente lo stesso moto di eccitazione incontrollata del March Madness – il torneo a eliminazione diretta che annualmente nel mese di marzo assegna il titolo di campione del massimo livello collegiale di basket negli Stati Uniti – ma l’Indian Wells Masters e il Miami Open Masters, anch’essi disputati a marzo, rappresentano un passaggio unico nella stagione tennistica. Anche se le condizioni di gioco sono diverse ai lati opposti del paese, in entrambi i casi il caldo è intenso, e molti dei giocatori riprendono a giocare partite importanti dagli Australian Open.

Ho utilizzato il database di TennisAbstract per individuare i giocatori che hanno ottenuto i risultati migliori nel corso della loro carriera in questi due eventi. La tabella mostra i 20 giocatori in attività con la percentuale di vittorie più alta in aggregato, con almeno 17 partite giocate (escludendo così quelli che hanno ben figurato in un paio di occasioni, come ad esempio Somdev Devvarman, con il 70% in 10 sole partite). I dati sono aggiornati alla vigilia dell’Indian Wells Masters 2017, n.d.t.

           IW    Mia   Tot   Tot P. 
Giocatore  V-S   V-S   V-S          Tit/Fin %Vitt 
Djokovic   47-6  42-5  89-11  100    11/13  89.0  
Federer    52-11 44-13 96-24  120     6/9   80.0  
Nadal      48-9  35-12 83-21  104     3/5   79.8  
Murray     25-11 28-9  53-20  73      2/3   72.6  
Del Potro  17-6  14-8  31-14  45      0/1   68.8  
Raonic     16-6  10-6  26-12  38      0/1   68.4  
Berdych    20-12 30-12 50-24  74      0/1   67.5  
Thiem      4-3   7-3   11-6   17            64.7  
Isner      20-9  12-9  32-18  50            64.0  
Tsonga     13-8  17-9  30-17  47            63.8  
Dolgopolov 10-6  11-6  21-12  33            63.6  
Ramos      7-4   7-4   14-8   22            63.6
Goffin     5-3   9-5   14-8   22            63.6
Nishikori  7-8   17-7  24-15  39      0/1   61.5
Ferrer     10-12 31-14 41-26  67      0/1   61.1
Anderson   9-7   12-7  21-14  35            60.0 
Haas       23-13 11-11 34-24  58            58.6
Wawrinka   17-9  7-8   24-17  41            58.5
Simon      13-10 16-11 29-21  50            58.0
...
Cilic      9-9   9-8   18-17  35            51.4

Juan Martin Del Potro è il giocatore meglio posizionato a non aver mai vinto un titolo (una finale all’Indian Wells Masters 2013 persa da Rafael Nadal, n.d.t.). Dei primi 10 giocatori dell’attuale classifica mondiale, solamente tre non figurano tra le migliori percentuali di vittorie, Kei Nishikori al 15esimo posto con il 61.5%, Stanislas Wawrinka al 19esimo posto con il 58.5% e Marin Cilic al 33esimo con il 51.4%.

Who Excels at the March Masters?