Il problema della disparità di ricchezza nel tennis

di Carl Bialik // FiveThirtyEight

Pubblicato il 30 dicembre 2014 – Traduzione di Edoardo Salvati

Il tennis è uno sport praticato e seguito in molti paesi in tutto il mondo. I professionisti però non guadagnano grandi cifre. Meno di mille giocatori riescono a sbarcare il lunario giocando a tennis, e solo un numero di molto inferiore non se la passa male.

Le opportunità di fare soldi però stanno diminuendo. Più giocatori competono per montepremi che crescono lentamente, specie nelle categorie inferiori. All’inizio del mese, l’ATP – che gestisce gli eventi più ricchi nel tennis professionistico – ha annunciato che incrementerà i montepremi in maniera significativa nei prossimi quattro anni. Ma a beneficiarne saranno principalmente i tornei più esclusivi. Tenendo conto dell’inflazione [1], i montepremi del circuito Challenger dell’ATP – l’equivalente del campionato di categoria inferiore AAA di baseball – sono scesi del 25% negli ultimi sei anni.

Poco dopo l’annuncio dell’ATP, la Federazione Internazionale di Tennis ha pubblicato i risultati dello studio che ha condotto sugli aspetti finanziari legati al tennis professionistico. Tra i numeri che fanno riflettere, nel 2013 solo 336 uomini e 253 donne hanno guadagnato più di quanto abbiano investito per giocare a tennis [2].

Al livello professionistico di qualsiasi sport sono solo una manciata le posizioni davvero remunerative per le quali si compete. Nel tennis, le dinamiche economiche sono particolarmente proibitive. I giocatori sono liberi professionisti che devono sostenere spese di viaggio, per l’attrezzatura, per gli allenatori e, in alcuni tornei, anche per il vitto e l’alloggio. Quasi tutti hanno la necessità di integrare i premi vinti con sponsorizzazioni, contribuiti dalle federazioni nazionali o dalle famiglie, introiti da lavori occasionali o da tutte queste fonti insieme.

I migliori 104 tra gli uomini e 104 tra le donne beneficiano di un accesso diretto al tabellone principale dei quattro Slam [3]. Sono i giocatori che hanno la possibilità di guadagnare bene giocando a tennis. Anche perdendo al primo turno di ogni Slam, riescono a guadagnare circa 130.000 dollari. Tutti gli altri giocatori nel mondo competono per premi molto più ridotti. La Federazione Internazionale stima che 4978 giocatori che l’anno scorso hanno vinto dei premi partita ma non erano nel primo percentile hanno guadagnato, in media, poco più di 13.000 dollari. Il 99% delle 2650 giocatrici che hanno guadagnato dei premi partita hanno raccolto, in media, 22.600 dollari.

Se sei il 350esimo migliore giocatore del mondo nei seguenti sport: baseball, basket, football americano, hockey su ghiaccio e calcio, guadagni più di 500.000 dollari all’anno, senza dover sostenere spese. Se sei il numero 350 nel tennis, è possibile che tu abbia debiti o aiuti da uno sponsor o dalla famiglia. Finanziariamente, rispetto ad altri sport il tennis è più accomodante per le donne che per gli uomini, ma è probabile che meno di 200 donne si guadagnino da vivere solo con i premi vinti nei tornei. 

IMMAGINE 1 – Montepremi dei tornei in funzione del livello, in dollari americani del 2014, ipotizzando un tasso di inflazione annuo dell’1.9% per il periodo 2015-2018

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Uno dei problemi del tennis è che il numero degli appassionati è molto distribuito ma ridotto. Ci sono appassionati in molti paesi del mondo, ma raramente a sufficienza per giustificare un torneo di primissimo livello con il tutto esaurito e grande seguito televisivo in qualsiasi mercato. 

La Federazione Internazionale, che è un ente senza fini di lucro, sta cercando una soluzione per ripartire i ricavi tra i giocatori in maniera ottimale per il tennis, con un’analisi delle dinamiche economiche che possa consentire ai giocatori dotati di sufficiente talento per emergere di evitare di abbandonare il tennis prematuramente e allo stesso tempo di velocizzare l’uscita di quelli che non potranno mai farcela. I dati della Federazione Internazionale mostrano come, rispetto al 2000, oggi serva un ulteriore anno per un giocatore o una giocatrice per raggiungere i primi 100 dalla posizione di partenza nelle classifiche ufficiali. Ed è un altro anno in cui giocatori promettenti potrebbero perdere le speranze e dimenticare il tennis. 

Kris Dent, il responsabile del tennis professionistico per la Federazione Internazionale, ha detto in un’intervista telefonica: “L’ultima cosa che voglio è vedere un giocatore dal talento eccezionale abbandonare il tennis dopo uno o due anni e prima che il suo potenziale si realizzi; questa è la prima e più importante linea guida in quello che stiamo facendo”.

La Federazione Internazionale si è servita di ricercatori in Australia e nel Regno Unito per il suo studio. Ha intervistato 7605 giocatori in tutto il mondo, tre quarti dei quali sono professionisti attivi. Solo il 6% dei giocatori e il 5% delle giocatrici che hanno risposto hanno affermato che nell’ultimo anno i premi partita sono stati sufficienti a coprire le spese. Più della metà dei giocatori e delle giocatrici hanno detto di aver dovuto ridurre le spese di viaggio e selezionare sistemazioni che altrimenti non ritengono accettabili, e tagliare il numero e la qualità dei tornei a cui prendere parte.

La vita della maggior parte dei professionisti non è esattamente glamour. Sono più preoccupati infatti di avere palline a sufficienza e campi in buone condizioni che dei paparazzi e delle sponsorizzazioni. Ai giocatori è stato chiesto che tipo di tagli avrebbero accettato: quelli al numero di palline e alla manutenzione delle strutture si sono posizionati in fondo all’elenco. In un recente post su Facebook, il ventiduenne argentino Tomás Buchhass, si è lamentato del fatto che i campi di un torneo ITF in Cile fossero in uno stato penoso e rappresentassero un pericolo per l’incolumità dei giocatori. E la foto di una rete strappata su un campo pratica di un evento ITF in Tunisia ha fatto il giro su Twitter lo scorso mese [4]. 

In uno dei risultati meno sorprendenti della storia moderna dei sondaggi, praticamente tutti i giocatori erano concordi nel dire che i montepremi dovrebbero aumentare (quali giocatori rappresentassero il 12% e quali giocatrici il 21% in disaccordo, la Federazione Internazionale non è stata in grado di saperlo).

Dent è d’accordo con i giocatori. In aggiunta, vorrebbe vedere un percorso meno difficoltoso per quelli più giovani. Ad esempio, vorrebbe che i tornei di livello inferiore si facessero carico delle spese di vitto e alloggio dei giocatori attraverso una diaria; quest’anno, meno del 4% dei tornei professionistici della Federazione Internazionale ha sostenuto tutti i costi di ospitalità dei giocatori. Questo spingerebbe i giocatori a partecipare a più tornei. Sicuramente anche dei montepremi più alti aiuterebbero, ma grandi incrementi non sono realistici per molti tornei. Ai piani bassi di entrambi i circuiti, quello maschile e femminile, i ricavi da sponsor, botteghini o diritti televisivi sono pochi se non nulli, dice Dent. Le federazioni nazionali, a volte con fondi della Federazione Internazionale o degli Slam, coprono generalmente i costi e probabilmente non sono disposte a sovvenzionare incrementi dei montepremi.

Ci sono diversi organismi che gestiscono il tennis. Ciascuno dei quattro Slam è organizzato dalla federazione nazionale del paese ospitante. L’ATP gestisce il circuito maschile, la WTA quello femminile. Per i giocatori, l’ATP gestisce anche il circuito minore più importante, i Challenger, mentre la Federazione Internazionale si occupa dei tornei inferiori, chiamati Future. Per le giocatrici, è la Federazione Internazionale a gestire tutti i tornei dei livelli inferiori.

La Federazione Internazionale gestisce i tornei meno ricchi, quindi non ha molta leva per aumentarne i montepremi. Dent vorrebbe ridurre il numero di giocatori in modo che ci siano più premi per singolo giocatore: “dobbiamo rivedere come remunerare i giocatori che fanno progressi e rendere le cose più difficili per quelli che non ci riescono” afferma.

Il tennis non inizierà a obbligare i giocatori a guadagnarsi la carta, per accedere al circuito maggiore, come succede nel golf. Ma Dent ha ripetutamente citato il golf come esempio di uno sport che guida passo per passo i giovani aspiranti professionisti. Secondo lui, da questo punto di vista il tennis deve fare uno sforzo più efficace. Il senso dei Future e dei Challenger non è quello di fornire un sostentamento economico ai giocatori, ma di identificare i talenti emergenti migliori e assegnare loro punti in modo che possano competere nei tornei più importanti e ricchi. Inasprire le regole che escludono i giocatori dal partecipare a tornei di livello inferiore è il modo per la Federazione Internazionale di assicurare che i premi partita e i punti assegnati da quei tornei vengano effettivamente ripartiti tra le stelle emergenti, e non tra veterani di lungo corso. 

Dent ipotizza anche di aggiungere un altro livello di competizione per gli esordienti, vale a dire dei tornei che le federazioni nazionali, pur a corto di soldi, siano in grado di finanziare e finalizzati allo sviluppo dei giocatori locali senza che questi debbano sostenere spese di viaggio esorbitanti. Sono eventi che avrebbero un tabellone ridotto e degli arbitri con meno esperienza di quanta ne sia richiesta al momento per i tornei gestiti dalla Federazione Internazionale, senza economizzare su campi e palline.    

“Già oggi molte nazioni in via di sviluppo, in particolare in Africa, hanno difficoltà a ospitare tornei che offrano i montepremi richiesti” dice Dent. Circa la metà dei montepremi dei tornei della Federazione Internazionale e più della metà di quelli femminili è stata distribuita in Europa quest’anno. 

IMMAGINE 2 – Montepremi nei tornei della Federazione Internazionale, in dollari americani del 2014, suddivisi per area geografica del paese ospitante

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I soldi a disposizione per gli aspiranti professionisti potrebbero aumentare a breve. Alla luce della ricerca, a marzo 2015 il consiglio direttivo della Federazione Internazionale prenderà in esame l’idea di un circuito per lo sviluppo dei giocatori e altri possibili cambiamenti, tra cui l’incremento dei montepremi e degli investimenti per l’ospitalità. Anche l’ATP probabilmente incrementerà i montepremi e il budget per l’ospitalità nei tornei Challenger l’anno prossimo, stando a un suo portavoce, invertendo la recente tendenza di stagnazione e declino.   

I soldi veri però sono confinati ai massimi livelli del tennis, ed è probabile che il divario aumenti. I recenti annunciati incrementi dei montepremi sono maggiori per i tornei 500 e i Masters 1000, che sono anche i più esclusivi, con variazioni positive nel 2018 del 50 e 54% rispetto al 2014, dopo aver tenuto conto dell’inflazione attesa. I tornei 250, un gradino sopra ai Challenger, incrementeranno i montepremi solo del 6%.

IMMAGINE 3 – Incremento dei montepremi per i tornei ATP in funzione del livello, in dollari americani del 2014 ipotizzando un tasso di inflazione annuo dell’1.9% per il periodo 2015-2018

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Note:

[1] Utilizzando per il calcolo l’Indice dei Prezzi al Consumo degli Stati Uniti espresso in dollari, visto che il dollaro americano è la valuta di riferimento nel tennis.

[2] Non si tiene conto delle sponsorizzazioni e dei compensi legati alla partecipazione ai tornei, ma nemmeno delle spese per gli allenatori.

[3] Ogni torneo Slam prevede un tabellone di 128 giocatori per il singolare maschile e 128 giocatrici per il singolare femminile. Tipicamente, 104 giocatori beneficiano di un accesso diretto in funzione della loro classifica, mentre i posti rimanenti vengono assegnati ai giocatori che si escono vittoriosi dalle qualificazioni o che ottengono una wild card dagli organizzatori. Il tabellone femminile ha una composizione simile, anche se spesso ci sono 4 accessi diretti in più e 4 posti dalle qualificazioni in meno.

[4] Un portavoce della Federazione Internazionale ha confermato l’autenticità della foto, aggiungendo che “è essenziale che i tornei garantiscano le condizioni di gioco previste dagli standard minimi della Federazione. Se i reclami per le condizioni inaccettabili di una struttura sono confermati dopo un’inchiesta, come è stato in questa particolare circostanza, gli organizzatori non riceveranno approvazione per ospitare in quella stessa struttura alcun torneo in futuro di qualsiasi circuito a meno che non ci sia completa soddisfazione sulle misure intraprese per evitare che si ripetano episodi analoghi.”

Tennis Has An Income Inequality Problem