Tre semplici accorgimenti per migliorare il sistema di classifica dell’ATP

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato il 30 marzo 2012 – Traduzione di Edoardo Salvati

Il sistema di classifica su due anni proposto da Rafael Nadal favorirebbe i veterani a scapito di tutti gli altri giocatori. L’algoritmo che ho elaborato è troppo complicato per un uso settimanale da parte di giocatori e appassionati. Rimane però sempre un fondo di insoddisfazione associato al sistema adottato dall’ATP, insoddisfazione che andrebbe, se possibile, eliminata.    

Un sistema di classifica serve a due scopi, ognuno dei quali va tenuto bene in mente se si vuole trovare un’alternativa migliore a quello attualmente in uso:

  • Intrattenimento – Gli appassionati vogliono sapere chi è il numero uno del mondo. Nessun sistema sarà mai perfetto, ma se Nadal ha una classifica migliore di Novak Djokovic pur avendoci perso diverse volte di fila, il sistema perde di credibilità.
  • Partecipazione ai tornei – La classifica determina i giocatori che ricevono accesso diretto al tabellone principale di un torneo. Una classifica distorta tiene fuori dai tornei i giocatori più forti e fa entrare quelli meno forti.

Un sistema che è valido rispetto a uno di questi parametri generalmente è valido anche per l’altro. In un mondo ideale, la classifica mostrerebbe il giocatore nel migliore stato di forma del momento, dove “momento” è definito con precisione per evitare di porre eccessiva attenzione alle strisce vincenti. Un altro modo per affrontare il problema è quello di attendersi che la classifica abbia la maggiore capacità di predizione possibile. Se gli sfavoriti vincono continuamente, non significa che il tennis è uno sport con molti sfavoriti vittoriosi, significa piuttosto che la classifica non riflette la situazione correttamente!

Il sistema attualmente in uso non è poi così malvagio. Ci sono però tre problemi:

  1. La settimana scorsa ha lo stesso peso dell’anno scorso – Il vincitore del Miami Masters 2012 in corso di svolgimento prenderà 1000 punti, i quali rimarranno nella sua classifica la prossima settimana, i prossimi sei mesi e per altre 51 settimane in totale. In 53 settimane da quel momento, però, avrà zero punti relativi a questo torneo. Se cerchiamo di misurare la sua bravura (in termini di risultati), un torneo disputato 51 settimane fa non ha lo stesso potere informativo di un torneo della settimana scorsa. E se si insiste nell’utilizzare un risultato di 51 settimane fa, perché allora non uno di 53 settimane fa?
  2. Le superfici sono intercambiabili – La primavera scorsa Milos Raonic ha vinto diverse partite di fila sui campi indoor, che gli hanno fatto guadagnare la testa di serie al Roland Garros 2012. Per quanto apprezzi il tennis di Raonic, ha meritato davvero una testa di serie al Roland Garros senza praticamente avere giocato partite ad alto livello sulla terra? Le prestazioni su una superficie hanno effetti positivi (o negativi) di qualche tipo su un’altra, ma (ovviamente!!) non tutte le superfici sono state create uguali.
  3. Tutti gli avversari sono uguali – Nel terzo turno del Miami Masters 2012, Andy Roddick ha battuto Roger Federer, per poi perdere al turno successivo. Prenderà 90 punti per la vittoria. Kei Nishikori ha battuto Lukas Rosol, per poi perdere al turno successivo. Prenderà gli stessi punti. Qualche volta queste differenze si neutralizzano nel lungo periodo, ma possiamo fidarci che questo accada? I risultati di Roddick di questa settimana sono più impressionanti di quelli di Nishikori, e dovrebbero ricevere il giusto riconoscimento.

Questi problemi possono essere risolti con la semplice aritmetica, apportando migliorie al sistema di classifica che qualsiasi giocatore riesce a comprendere.

Nelle soluzioni che illustrerò, non contano i dettagli precisi, l’aspetto più importante è riconoscere che non tutte le partite sono uguali tra loro.

  1. La settimana scorsa vale più dell’anno scorso – Nel mio sistema di classifica la settimana scorsa vale leggermente più della settimana che l’ha preceduta, che vale più della settimana precedente ad essa e così via. Ecco un semplice modo per inserire questa nozione nella classifica ATP attualmente in uso: dopo 4 mesi, i tornei valgono solo l’80% dei punti originariamente assegnati; dopo 8 mesi, i tornei valgono solo il 60% dei punti originariamente assegnati. In questo modo, l’uscita dei punti dalla classifica è più graduale e l’Indian Wells Masters 2012 vale di più, ad esempio, degli Internazionali d’Italia 2011. Se Nadal vuole ancora un sistema su due anni, questa metodologia si può allungare per tenere conto di due anni di risultati: dopo un anno il 45%; dopo 16 mesi il 30%; dopo 20 mesi il 15%. Così tutti sono soddisfatti!
  2. Superfici diverse, classifiche diverse – Ci sarà sempre, e dovrà esserci sempre, una classifica unica più importante che ricomprenda i risultati su tutte le superfici. Perché però non fare di meglio per l’accesso ai tornei? Ad esempio, si crea una classifica sulla terra raddoppiando i punti ottenuti nei tornei sulla terra ed escludendo gli altri. David Ferrer e Carlos Berlocq saliranno in questo modo di classifica; John Isner e Kevin Anderson scenderanno. Qualunque appassionato sa già che questo succede, quindi i tornei dovrebbero determinare l’ingresso nel tabellone principale anche in questo modo. Dopotutto, Wimbledon ha utilizzato a lungo un metodo di questo tipo per assegnare le teste di serie, se non per l’ingresso diretto in tabellone.
  3. Punti addizionali per aver battuto i giocatori più forti – La WTA lo ha fatto in passato, ed è il meno lineare dei miei suggerimenti. E’ così importante però che un po’ di complessità aggiuntiva non guasta. Diciamo 100 punti in più per ogni vittoria contro un giocatore tra i primi 3; 75 punti per aver battuto il quarto, quinto o sesto classificato; 50 punti per una vittoria contro i restanti primi 10; 30 punti contro i classificati tra 11-15 e 10 punti contro i classificati tra 16-20. Alcuni risultati a sorpresa come le vittorie di Isner, Roddick e Grigor Dimitrov ci dicono qualcosa di importante e la classifica dovrebbe prenderne atto.

Sono tutti calcoli facilmente eseguibili e sicuramente non più complicati delle regole per definire le classifiche protette o quelle per le penalizzazioni in seguito alla non partecipazione a un torneo obbligatorio. In questo modo, i giocatori più giovani vedranno salire la propria classifica più velocemente una volta che iniziano a vincere contro i più forti. Tutti i giocatori accederanno ai tornei (ottenendo la testa di serie) su superfici su cui hanno realizzato più vittorie. E gli appassionati potranno usare un sistema di classifica più accurato per stabilire, nelle loro discussioni, quali siano davvero i giocatori migliori.

Three Simple Ways to Improve the ATP Ranking System

Il tallone d’Achille della classifica proposta da Rafael Nadal

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato il 29 marzo 2012 – Traduzione di Edoardo Salvati

Ora che Rafael Nadal si è dimesso dal comitato giocatori dell’ATP (ATP player council) – a quanto pare perché la sua proposta di modifica del sistema di classifica su due anni non ha avuto un serio riscontro – è probabile che sentiremo parlare ancora di questa modalità alternativa.

Presumibilmente, il metodo suggerito da Nadal dovrebbe considerare i risultati delle ultime 104 settimane (due anni appunto) invece che le attuali 52, senza l’aggiunta, per quanto é dato sapere, di ulteriori modifiche. Se così fosse, il resto del comitato (e l’ATP in generale) fa bene a non dare considerazione alla proposta di Nadal. Il danno per il tennis infatti sarebbe molto rilevante a fronte di benefici marginali, riducendo drasticamente le possibilità di ascesa dei giocatori più giovani e apportando pochi cambiamenti per quelli già in cima alla classifica.   

L’interrogativo di fondo riguarda lo scopo per cui viene adottato un particolare sistema di classifica. Se l’obiettivo è quello di premiare le prestazioni passate, un sistema su due anni può essere funzionale. Se l’obiettivo invece è quello di compilare una classifica dei giocatori rispetto al loro livello di gioco del momento, considerare un torneo di 22 mesi fa allo stesso modo di un torneo della settimana scorsa è chiaramente privo di senso. 

Prendiamo la classifica attualmente in uso. Assegnando lo stesso peso ai tornei delle ultime 52 settimane (con più punti per i tornei più importanti naturalmente) la classifica di un giocatore è la media di quanto ha giocato bene durante le ultime 52 settimane o, in altre parole, è una stima di quanto quel giocatore fosse in forma 26 settimane fa. Per la maggior parte dei giocatori, questa è un’approssimazione valida del loro livello di forma del momento. Se si dovesse passare a un sistema su due anni, la classifica restituirebbe una stima del livello di forma dei giocatori risalente a un anno fa… 

I giocatori che più ne ne subirebbero gli effetti negativi sono i giovani (o qualsiasi altro giocatore, in realtà) in ascesa. Anche nel sistema corrente, la classifica impiega del tempo prima di riflettere pienamente lo stato di forma di stelle nascenti come Bernard Tomic o Milos Raonic. Quando Raonic ha messo insieme degli ottimi risultati all’inizio del 2011, la classifica teneva ancora in considerazione i punti ottenuti nei tornei Challenger dell’anno prima. In un sistema su due anni, i risultati più recenti di Ranoic varrebbero ancora meno. Gli servirebbe il doppio del tempo per consolidare la sua classifica.

I giocatori che di fatto trarrebbero benefici sono, naturalmente, quelli del tipo opposto, cioè giocatori già affermati in declino o infortunati. Se un giocatore continua ad avere un ottimo stato di forma, come nel caso di Novak Djokovic, Nadal stesso, Roger Federer o Andy Murray che sono sempre tra i primi quattro, il sistema di classifica adottato non è così rilevante. Lo diventa invece per i giocatori che hanno giocato bene nel periodo tra 104 e 52 settimane fa e non hanno fatto granché successivamente. Tra questi ci sono al momento giocatori infortunati come Robin Soderling, e giocatori in declino come Andy Roddick e Fernando Verdasco.

E’ giusto che Roddick e Verdasco continuino a beneficiare dei risultati ottenuti nel 2010? Almeno per me, la risposta è decisamente “no”. Seppur in uno stato di forma negativo, Roddick comunque sarà testa di serie al Roland Garros 2012. Merita più di questo?

Soderling invece? Non ha più giocato da giugno ed è sceso al 30esimo posto della classifica. A meno che non riprenda nei prossimi 3 mesi, uscirà anche dalla lista infortunati. Se c’è un caso per il quale il sistema di Nadal può valere, è il suo. Ma l’ATP ha già in adozione due metodi per proteggere giocatori nella situazione di Soderling: la classifica protetta (protected rankings o PR) e le wild card, cioè gli inviti dagli organizzatori dei tornei. I giocatori infortunati per un certo periodo di tempo possono usare la loro PR (che equivale alla loro classifica dell’ultima volta in cui hanno giocato) per accedere al tabellone principale di uno specifico numero di tornei. Fino a poco tempo fa, Tommy Haas continuava a utilizzare la sua PR di 20. Soderling avrebbe una PR che gli permetterebbe di partecipare a un sufficiente numero di tornei per ricostruire la sua classifica, sempre nell’ipotesi che si ripresenti con una forma simile a quella che aveva prima dell’infortunio. 

Naturalmente, ci sono anche le wild card. Se Soderling dovesse ritornare a giocare, anche nel caso in cui non abbia una classifica, ogni torneo di livello 250 o 500 gli darebbe una wild card senza pensarci troppo. Questo rende le PR ancora più importanti di quanto l’ATP avesse in mente: Haas ad esempio ha potuto mantenere la sua PR di 20 così a lungo perché ha ricevuto diverse wild card, potendo così risparmiare la sua PR per quando gli è effettivamente servita.

L’unico svantaggio della PR o delle wild card è che i giocatori non ricevono la testa di serie. Ma dopo essere stato fuori dal circuito per un anno, è giusto che a un giocatore sia garantito il passaggio al terzo turno? Faccio fatica a crederlo. E se dovesse essere un elemento così importante, forse giocatori come Soderling potrebbero ricevere la testa di serie più bassa (tipo 32 all’Indian Wells Masters, al Miami Masters o negli Slam) due delle volte in cui utilizzano la loro classifica protetta.

In sintesi: un sistema semplice su due anni rallenterebbe l’ascesa delle giovani promesse, costringendole a doversi imporre per un periodo due volte più lungo di quello necessario nella classifica attuale. Non avrebbe invece effetti negativi sui giocatori che continuano ad avere un ottimo stato di forma. Aiuterebbe i giocatori in declino che probabilmente non hanno bisogno di essere aiutati. I giocatori di più alta classifica di rientro da un infortunio non farebbero fatica a partecipare a tornei perché il metodo proposto da Nadal darebbe loro una testa di serie.

Se ve lo steste chiedendo, anche il mio sistema di classifica per pronosticare i tornei usa due anni di risultati. E’ fondamentale però distinguere tra l’utilizzo di due anni di risultati (accettabile) e assegnare lo stesso peso a tutti i risultati (inaccettabile).

Il problema maggiore con la classifica ATP – problema che sarebbe ancora più grande con un sistema come quello di Nadal – è che attribuisce la stessa importanza a tornei giocati tempo fa e a tornei giocati molto recentemente. Il vincitore dell’Indian Wells Masters 2012 ha 1000 punti che valgono per la sua classifica. Il vincitore del Miami Masters 2011 ha 1000 punti che valgono per la sua classifica. Il vincitore dell’Indian Wells Masters 2011 ha..beh..0 punti che valgono per la sua classifica.

Le prestazioni di un giocatore risalenti a 18 o 20 mesi fa hanno un certo valore predittivo, ma sicuramente non lo stesso delle sue più recenti prestazioni. A parziale supporto del sistema di Nadal, questo è particolarmente vero per i giocatori che rientrano da un infortunio. Il mio sistema non ha mai tolto Juan Martin Del Potro dalle prime dieci posizioni o giù di li, mentre con un sistema a un anno la classifica ATP lo ha visto uscire ben oltre la 100esima posizione.

Se si utilizzano i risultati di due anni, è assolutamente imperativo distinguere tra risultati passati e risultati più recenti. In realtà, un approccio di questo tipo migliorerebbe anche il sistema su 52 settimane. Il mio algoritmo assegna un peso ai risultati di un anno fa di circa la metà di quello per i risultati della settimana scorsa e di circa un quarto ai risultati di due anni fa. L’assegnazione di pesi non è semplice e così impostata non andrebbe bene per la classifica ATP, che deve essere facilmente compresa sia dai giocatori che dagli appassionati. Ma sicuramente indica un direzione per soluzioni più semplici che potrebbero funzionare.

The Fatal Flaw of Nadal’s Two-Year Ranking System