Ridimensionando la stagione di Federer

di Stephanie Kovalchik // OnTheT

Pubblicato il 23 novembre 2017 – Traduzione di Edoardo Salvati

La “rinascita” di Roger Federer è stata senza dubbio uno dei temi caldi della stagione 2017. Dopo l’ultima partita giocata a Londra contro David Goffin, come si pone questa stagione rispetto al passato? E, nel tentativo di mettere a confronto di diverse stagioni, qual è la statistica migliore?

Con solo cinque sconfitte e due Slam vinti, Federer ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla migliore stagione della sua carriera. Quanto ottenuto nel 2017 fa passare in secondo piano il rendimento del 2015? È tornato ai livelli del 2005? Si è di fronte al vero e proprio miracolo di un giocatore che ha superato i 36 anni? Si potrebbe continuare a lungo su questa strada.

Non esiste una statistica definitiva del valore assoluto di una stagione. Si citano spesso i risultati negli Slam, o la percentuale di vittorie, o le vittorie totali, per fare alcuni esempi. In attesa della nuova stagione, ho ritenuto interessante esaminare i numeri delle statistiche più diffuse sulla “stagione migliore” e verificare il loro contributo nel suggerire quali siano gli anni tennistici più positivi per Federer.

Titoli

Iniziamo con i titoli vinti nella singola stagione considerando tutti i tornei del circuito maggiore, la Coppa Davis e le Olimpiadi. La tabella mostra le dodici migliori stagioni di Federer in funzione dei titoli vinti. Con dodici tornei vinti, il 2006 è in cima all’elenco, subito seguito dal 2004 e dal 2005 entrambi con undici titoli.

Limitandosi agli Slam, Federer ha avuto tre stagioni con tre vittorie, il 2004, 2006 e 2007. Anche se il 2017 sarebbe al sesto posto come numero di titoli, è al pari del 2005 in termini di Slam vinti. È interessante come pur avendo vinto un numero simile di tornei nel 2015, Federer non sia riuscito a conquistare nemmeno uno Slam.

Percentuale di vittorie

Se da un lato il numero di titoli è un indicatore della continuità di rendimento ad alto livello, dall’altro non tiene conto dei risultati di un giocatore nei tornei che non è riuscito a vincere. La percentuale di vittorie per la stagione è una statistica di prestazione più completa.

L’immagine 1 mostra la percentuale di vittorie di Federer dagli esordi come professionista fino al presente. Si nota un chiaro punto di massimo verso metà degli anni 2000, quando Federer ha messo insieme tre stagioni da più del 90% di vittorie, dal 2004 al 2006. Il 95% di vittorie raggiunto nel 2005 e nel 2006 è il più alto in carriera.

IMMAGINE 1 – Valutazione delle stagioni di Federer: percentuale di vittorie

Anzi, dal 2006 Federer è riuscito a rimanere sopra al 90% di vittorie solo quest’anno, a possibile spiegazione del perché il 2017 è ritenuto così speciale da numerosi commentatori.

Si potrebbe obiettare che la percentuale di vittorie non pone sufficiente enfasi sui momenti di maggiore pressione o sulla qualità del tabellone affrontato da un giocatore nella vittoria del titolo. Per dare più peso a questi fattori, possiamo analizzare la percentuale di vittorie negli Slam (di colore oro nel grafico). In questo caso, è interessante notare come Federer sembri aver mantenuto un livello di gioco superiore per tutti gli anni 2000, facendo apparire il 2017 – in cui ha subito solo una sconfitta negli Slam – meno distante dal 2005 e dal 2006.

Risultati cumulati corretti per la qualità dell’avversario

Il semplice conteggio dei titoli vinti o i risultati espressi in termini percentuali sono metodi che sollevano una problematica rilevante, cioè il fatto di non tenere conto della bravura del giocatore dall’altra parte della rete. Non ci sono due vittorie esattamente identiche e il motivo risiede principalmente nella differenza qualitativa dell’avversario.

A metà degli anni 2000, era Andy Roddick l’avversario più probabile per Federer in una finale Slam. Dal 2015, Federer ha giocato più finali Slam contro Novak Djokovic. E io credo che questo aspetto dovrebbe cambiare prospettiva sulla misurazione delle vittorie di Federer tra le diverse stagioni.

Uno strumento con cui procedere è il sistema di valutazione Elo. All’inizio di ogni partita, la valutazione Elo di ciascun giocatore rappresenta la sua vittoria attesa: maggiore la valutazione dell’avversario (vale a dire la difficoltà del doverci giocare contro) minore la probabilità di vittoria. Un giocatore dovrebbe ricevere un punteggio addizionale in caso di superamento delle aspettative ed essere allo stesso modo penalizzato in maniera ridotta per sconfitte contro giocatori di vertice.

Il punteggio della partita cumulato corretto per la qualità dell’avversario cerca di includere entrambi questi aggiustamenti. Illustro il suo funzionamento. Un giocatore riceve un punteggio, per ogni vittoria, equivalente alla vittoria attesa dell’avversario contro un giocatore con valutazione Elo pari a 1800 (cioè il valore minimo tipico per un giocatore tra i primi 100 della classifica mondiale). Per ogni sconfitta, a un giocatore è sottratto il punteggio associato all’effettiva vittoria attesa – in funzione della sua valutazione Elo prima della partita – in misura corrispondente a quanto facile ci si aspettava fosse la vittoria, in modo che una maggiore facilità determini una maggiore deduzione di punteggio. Successivamente, si sommano vittorie e sconfitte ponderate per difficoltà così da ottenere il punteggio complessivo per stagione.

Osservando l’andamento del punteggio della partita cumulato per Federer, è interessante vedere come il suo massimo a metà degli anni 2000 sia ancora più significativo dei riscontri avuti con una semplice statistica dei titoli vinti o della percentuale di vittorie. Questo suggerisce come ci sia molta più variazione nei risultati delle sue partite di quanto appaia dalle statistiche citate in precedenza.

Il 2006 s’impone come stagione dal rendimento più solido quando si osserva la difficoltà cumulata dei risultati ottenuti da Federer. Un aspetto sorprendente è che il 2017 è decisamente lontano dal 2006 (-24.9 punti). Ci sono alcune ragioni a spiegazione. In primo luogo, Federer giocava un numero di partite di gran lunga superiore rispetto a quelle del periodo attuale, in cui ad esempio non ha disputato alcun torneo sulla terra battuta. Inoltre, la profondità del campo partecipanti ha subito variazioni importanti di anno in anno e il 2017 si è sorprendentemente distinto per mancanza di qualità, circostanza su cui hanno influito lo scarso rendimento e gli infortuni dei giocatori di vertice.

IMMAGINE 2 – Valutazione delle stagioni di Federer: risultati ponderati per difficoltà

L’impatto del fattore qualità è più evidente mettendo a confronto il 2014 e 2015 con il 2017. Sia il 2014 che il 2015 superano il 2017 di diversi punti. Anche eliminando la stagione sulla terra, il 2014 di Federer supererebbe il 2017 per poco più di 5 punti.

In conclusione, anche con i due Slam vinti da Federer nel 2017, le poche ma inaspettate sconfitte e la generale diminuzione nella qualità tra i giocatori di vertice supportano l’idea che il 2014 e il 2015 – in cui Federer non è riuscito a vincere Slam – siano state annate con un rendimento complessivo superiore.

Il codice e i dati per quest’analisi sono disponibili qui.

Sizing Up Federer’s Seasons

Un altro sguardo al dibattito sulla migliore stagione di sempre

di Stephanie Kovalchik // OnTheT

Pubblicato il 28 novembre 2015 – Traduzione di Edoardo Salvati

Dopo aver visto l’indiscusso numero 1 Novak Djokovic concludere la sua migliore stagione in carriera con la vittoria alle finali ATP, il mondo del tennis ha iniziato a domandarsi quale posto occupasse la stagione 2015 di Djokovic tra le migliori di sempre nella storia dello sport. Ed è una sorta di ironica coincidenza che l’ultima vittoria di Djokovic nel 2015 sia arrivata nei confronti di Roger Federer, al momento terzo nella classifica ATP, i cui risultati a metà degli anni duemila sono stati spesso definiti come i migliori nell’era Open. 

Ma quale verdetto emerge dal confronto tra la migliore stagione sinora disputata da Djokovic nella sua carriera e la migliore nella carriera di Federer? Tra coloro che se ne sono occupati, non c’è stato un consenso unanime per incoronare la stagione vincitrice. Le due stagioni che più sembrano animare il dibattito sono il 2006 di Federer – che è stata definita la migliore niente meno che da Boris Becker, uno degli allenatori di Djokovic – e appunto il 2015 di Djokovic.

Opinioni divergenti dipendono in sostanza dai vari modi in cui è stata considerata l’importanza delle vittorie. Alcuni ne hanno enfatizzato la percentuale complessiva, dando lo stesso valore a ogni vittoria, rendendo così tutte le stagioni di Federer nel periodo 2004-06 migliori del record 70-6 di Djokovic del 2011 e la stagione 2005-06 migliore del record 82-6 di Djokovic del 2015, come illustrato nell’immagine 1.    

IMMAGINE 1 – Record Vittorie-Sconfitte tra le stagioni contendenti alla migliore di sempre

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Altri hanno sottolineato che la percentuale di vittorie non è sufficientemente rappresentativa perché non dà il giusto risalto ai risultati nei tornei del Grande Slam. Djokovic ha vinto 3 dei 4 Slam sia nel 2011 che nel 2015, ma ha raggiunto le 4 finali solo nel 2015. Federer ha ottenuto lo stesso risultato nel 2004 e nel 2006, ma solo nel 2006 (del periodo 2004-06) ha raggiunto le 4 finali, collezionando quindi un record identico a quello di Djokovic nel 2015.    

IMMAGINE 2 – Record Vittorie-Sconfitte negli Slam tra le stagioni contendenti alla migliore di sempre

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Mettendo insieme percentuale di vittorie e risultati negli Slam sembra che il 2006 di Federer abbia la meglio. Questa assunzione però non pone in relazione, da un lato, la bravura complessiva degli avversari affrontati nel 2006 rispetto al 2015, dall’altro, il livello di gioco del singolo avversario con cui ha dovuto scontrarsi Federer nel 2006 rispetto al livello che ha dovuto affrontare Djokovic nel 2015. 

La statistica WAR per il tennis che ho illustrato in un precedente articolo considera entrambi questi fattori e permette di confrontare le vittorie ottenute in due diverse stagioni in funzione del livello degli avversari affrontati. 

Cosa ci dice quindi il WAR riguardo alle migliori stagioni di Djokovic e di Federer?

L’immagine 3 mostra le vittorie corrette per giocatore delle cinque stagioni che si contendono il titolo (nella versione originale è possibile visualizzare i singoli valori puntando il mouse su ciascun simbolo, n.d.t.). Un fattore chiave per il calcolo del WAR è la bravura del giocatore sostitutivo nello specifico anno preso in considerazione. Curiosamente, il 2015 è la stagione con il livello più basso di bravura del giocatore sostitutivo (con una percentuale di vittorie attese pitagoriche del 38%), mentre si è attestato sull’intervallo 42-44% in tutte le altre stagioni analizzate. Questo suggerisce che, tra tutte, la bravura complessiva degli avversari affrontati è stata più alta nel 2015, elemento che renderebbe una vittoria del 2015 più impressionante di un’equivalente vittoria nel 2004-06 o nel 2011.

IMMAGINE 3 – Stagioni di Federer e Djokovic contendenti alla migliore di sempre, in termini di WAR

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Malgrado le differenze nel livello complessivo di bravura, gli avversari affrontati da Djokovic nel 2011 ne hanno fatto la sua migliore stagione partita su partita fino allo Shanghai Masters del 2015, quando, avendo giocato un numero maggiore di partite di alto livello, è riuscito a superare il suo WAR del 2011. Djokovic ha chiuso il 2015 con un WAR di 46.8 vittorie. Il WAR di Federer non ha mai raggiunto questo valore né nel 2004 né nel 2005, pur essendoci andato vicino nel 2005 ma subendo un stop importante nella sconfitta per mano di Rafael Nadal nella semifinale al Roland Garros.         

Nel 2006, dopo le prime 88 partite il WAR di Federer era di 44.2, comunque dietro i WAR a fine stagione di Djokovic, in larga parte a causa delle sconfitte sulla terra contro Nadal. Solo con la vittoria nella 93esima partita del 2006 il WAR di Federer ha superato quello di Djokovic del 2015. Con il suo risultato di zero sconfitte nelle finali ATP del 2006, Federer ha terminato la stagione con un WAR di 49.6, una differenza di 2.8 vittorie effettive. 

Djokovic è apparso perfetto nel 2015, ma sembra che debba fare ancora uno sforzo per superare l’impresa erculea di Federer del 2006.

Another Take on the Best Season Debate