I giocatori migliori a Miami nei momenti chiave

di Stephanie Kovalchik // OnTheT

Pubblicato l’1 aprile 2017 – Traduzione di Edoardo Salvati

Dopo le celebrazioni per la vittoria di Roger Federer al Miami Open Masters 2017, è il momento per una retrospettiva delle prestazioni più impressionanti nel secondo Master della stagione. In questa sede, la grandezza di un giocatore viene misurata come capacità di dominare nei momenti chiave durante tutto il torneo.

La misura del predominio nei momenti chiave distingue i punti in cui pressione e importanza sono maggiori rispetto a quelli meno rilevanti, assegnando ai primi un valore più alto, contrariamente alle statistiche ufficiali di una tipica partita in cui i punti hanno tutti lo stesso peso a prescindere che siano il punto del set nel tiebreak o il primo punto della partita. Se però l’obiettivo è quello di determinare con precisione la qualità di una prestazione, è necessario considerare i punti più decisivi in modo differente, esattamente quello che le statistiche sul predominio aspirano a realizzare.

Analizzando le prestazioni cumulative di predominio per tutte le partite di un giocatore fino alle semifinali (e fino alla finale nel caso delle giocatrici), possiamo stilare una classifica per questa speciale categoria. Se un giocatore vincesse in una singola partita tutti i punti a maggiore pressione, otterrebbe un predominio nei momenti chiave del 100%. Nel nostro caso, consideriamo la somma delle percentuali di predominio al servizio, alla risposta e in totale, per tutte le partite giocate. La statistica “predominio complessivo” considera la somma delle percentuali di predominio al servizio e alla risposta, valore che può eccedere il 100% per una singola partita. In questo modo, il predominio complessivo evidenzia le prestazioni di quei giocatori in grado di gestire la pressione sia nei punti al servizio che in quelli alla risposta.

Singolare maschile

Tra i primi 10 giocatori per predominio complessivo, troviamo Fabio Fognini al numero 1, con un totale cumulato di 653.7 punti. Questo pone la sua prestazione complessiva davanti a quella di Rafael Nadal, il giocatore che lo ha poi eliminato in semifinale. A sua volta, Nadal compare davanti agli altri due semifinalisti, Federer e Nick Kyrgios, con più di 50 punti di predominio complessivo. Sia Federer che Kyrgios – che in due partite hanno giocato sei tiebreak e quindi sanno bene cosa voglia dire essere sotto pressione – hanno gestito in modo eccellente i momenti di maggiore pressione a Miami.

La prestazione più sorprendente è senza dubbio quella di Tomas Berdych, che si posiziona al quinto posto tra i giocatori migliori nei momenti chiave. Il modo in cui è arrivata la sconfitta nei quarti di finale contro Federer deve aver fatto soffrire Berdych non poco, ma rimane un risultato migliore di quanto la sua stagione 2016 avrebbe fatto pensare, oltre a dargli fiducia per i tornei sulla terra.

I giocatori possono raggiungere validi livelli di predominio complessivo semplicemente vincendo più partite. Per questo, vale la pena analizzare anche le medie di predominio tra partite, oltre alle somme totali, perché mettono in evidenza solide prestazioni sotto pressione anche se poi non si sono tradotte in vittorie nei turni finali del torneo. Inoltre, eliminiamo le partite a senso unico dal calcolo – perché sono quelle che non danno la possibilità a un giocatore di dimostrare le proprie abilità nei momenti chiave – concentrandosi solo sulle partite molto equilibrate, cioè quelle con molti momenti chiave.

Federer e Kyrgios sono rispettivamente al primo e terzo posto di questa classifica. Sotto pressione, Federer ha mostrato in carriera che esistono fessure in un gioco altrimenti impenetrabile, ma a Miami è rimasto sempre in controllo del suo destino.

È interessante notare il secondo posto di Alexander Zverev, che supera Kyrgios principalmente in virtù del tiebreak da 20 punti vinto nel loro quarto di finale, pur avendo poi perso la partita.

Singolare femminile

Con poco più di 600 punti, Johanna Konta (poi vincitrice del torneo, n.d.t.) si posiziona al primo posto in termini di predominio complessivo. Karolina Pliskova è distaccata di un margine ridotto, pur avendo totalizzato un numero maggiore di punti vinti nei momenti chiave. Caroline Wozniacki è appena dietro Pliskova se si considerano le partite fino alla semifinale, ma il vantaggio psicologico conseguito durante la partita le è stato sufficiente per garantirsi la finale.

Tra le altre giocatrici nei quarti di finale è interessante notare come Lucie Safarova ha ottenuto un punteggio totale nei momenti chiave maggiore di quello di Venus Williams – nonostante Williams abbia superato un turno in più – grazie soprattutto alla sua ottima prestazione alla risposta sui punti chiave.

Le uniche altre due giocatrici che sono arrivate tra le prime 10 senza aver raggiunto i quarti di finale sono state Bethanie Mattek-Sands e Risa Ozaki, entrambe dominanti mentalmente su tutte le altre durante la prima settimana.

Sorprendentemente, analizzando le medie nei momenti chiave di partite chiave, la numero 1 è risultata Ozaki, con una media nei momenti chiave del 106.5% in due partite molto equilibrate. Shelby Rogers ha mostrato forza mentale nella prima settimana arrivando al terzo turno con Angelique Kerber. Anche Kirsten Flipkens, Sara Errani, e Christina McHale hanno avuto prestazioni impressionanti in diverse partite estremamente equilibrate.

Clutch Leaders at 2017 Miami Open