David Ferrer e la formula anti invecchiamento

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato il 7 novembre 2013 – Traduzione di Edoardo Salvati

Nel 2009, all’età di 27 anni, David Ferrer ha terminato la stagione al 17esimo posto della classifica mondiale. Sono stati quindici mesi difficili, caratterizzati da un paio di tornei Masters giocati male alla fine del 2008 che lo hanno spinto fuori dai primi 5, fino al 12esimo posto. Una stagione anonima lo ha visto uscire dai primi 20 per alcune settimane. Molti giocatori non migliorano più dalla forma espressa intorno ai 25 anni: se quindi le cose fossero andate come previsto, Ferrer avrebbe continuato a navigare intorno alle prime trenta posizioni. Così è stato ad esempio per i suoi quasi contemporanei Mikhail Youzhny e Tommy Robredo.

Invece, Ferrer ha continuato a migliorare. Ha concluso il 2010 di nuovo tra i primi 10 al settimo posto. Alla fine del 2011 e del 2012 è arrivato al numero 5. Probabilmente terminerà il 2013 al terzo posto, il più alto in carriera (posizione mantenuta fino alla fine di gennaio 2014. Ferrer è poi rimasto continuativamente tra i primi 10 fino a metà 2016, a 34 anni, n.d.t.). E tutto questo all’età di 31 anni, quando molti giocatori ormai sono più interessati ad allenarsi a golf.

Non ci sono precedenti. Ferrer è solamente il dodicesimo giocatore negli ultimi trent’anni la cui classifica a fine anno è stata migliore di quella dell’anno precedente per quattro volte di fila, a partire dai 24 anni di età. È solo il secondo ad averlo fatto dopo i 27 anni e nessuno ci è riuscito ad un’età più avanzata. L’unico giocatore ad aver ottenuto un risultato simile non può essere preso a paragone: si tratta di Wayne Arthurs, che dal 1998 al 2002 ha migliorato la sua classifica fino alla 52esima posizione di fine anno.

Lo ammetto, sembra più una curiosità da circo che una statistica, ma il tema di fondo che evidenzia riveste particolare importanza. Anche in un’era dominata da stelle con più di trent’anni, il tennis rimane uno sport per giovani. All’età in cui Ferrer ha intrapreso il suo percorso di rinascita, la maggior parte dei giocatori sta svanendo, se non si è già ritirata del tutto.

La traiettoria precisa seguita dalla curva di invecchiamento dipende da quali dati si decide di analizzare. Ho fatto due simulazioni: la prima con tutti i giocatori tra i primi 300 dal 1983, la seconda considerando solo i giocatori nati a partire dal 1975. Nel campione più numeroso, il chiaro punto di massimo è a 23-24 anni. Il giocatore medio mantiene il proprio livello dalla stagione in cui ha ventitré anni a quella in cui ne ha ventiquattro, ma nelle successive il declino è costante. Ad esempio, escludendo completamente i giocatori che sono usciti dai primi 300, il 45% dei giocatori ha migliorato la propria classifica nella stagione del 25esimo anno, il 2% l’ha mantenuta e il 53% ha perso delle posizioni. All’età di 26 anni, le percentuali diventano rispettivamente il 38%, l’1% e il 60%; all’età di 31 anni rispettivamente il 30%, l’1% e il 69%.

Il grafico dell’immagine 1 mostra la percentuale dei giocatori che migliorano e peggiorano in classifica per fascia di età considerata. Anche se si esistono giocatori come Ferrer in grado di migliorare la classifica dall’anno precedente al successivo, all’aumentare dell’età diventa sempre più difficile trovarne. Inoltre, non dimentichiamo che i numeri relativi alla conclusione della carriera comprendono giocatori che rientrano da un infortunio, come nel caso di Lleyton Hewitt che negli ultimi due anni ha migliorato la sua classifica.

IMMAGINE 1 – Percentuale dei giocatori la cui classifica migliora o peggiora per fascia di età

Restringendo l’analisi ai giocatori nati a partire dal 1975, si ottiene un campione ridotto ma tendenzialmente più rappresentativo della situazione attuale. In questo caso, il punto di massimo aumenta di un anno, nella fascia di età 24-25 anni. Nonostante sembri che giocatori come Ferrer, Roger Federer, Radek Stepanek stiano riscrivendo le regole anti invecchiamento, comunque solo il 42% dei ventiseienni migliora la posizione in classifica dalla stagione del 25esimo anno, con il 3% che la mantiene e il 55% che la peggiora.

Un’altra modalità per studiare il declino è quella di calcolare e poi aggregare la grandezza degli spostamenti in classifica. Nel secondo campione, quello dei nati dal 1975 in poi, in media un giocatore perde circa il 2.5% delle posizioni in classifica dalla stagione del venticinquesimo anno a quella del ventiseiesimo anno, e quasi il 19% delle posizioni dall’età di 31 anni a quella di 32. Utilizzando questa metrica, si ottengono due curve di declino, cioè il numero di posizioni perse per fascia di età considerata, rappresentative di ciascun campione, come mostrato nell’immagine 2.

IMMAGINE 2 – Curve rappresentative delle posizioni perse per fascia di età in funzione della grandezza della variazione di classifica per entrambi i campioni

Anche se la tendenza complessiva non è cambiata dagli anni ’80 a oggi, l’andamento in termini di grandezza della variazione di classifica è evidente. Per ogni età nella fase di declino, la curva si è appiattita, rendendo un po’ più probabile che un giocatore come Ferrer possa migliorare verso l’inizio dei trent’anni.

Non dimentichiamo però che sono stati esclusi i giocatori usciti dai primi 300 per via dei risultati ottenuti o degli infortuni. Il vero effetto età quindi, per ciascun campione, è più severo di quanto indichino questi numeri. Tuttavia, senza poter costringere questi giocatori a giocare, siamo solo in grado di stimare le dinamiche legate alla loro età da quelle dei giocatori che sono invece rimasti in attività.

Avendo stabilito le percentuali dei giocatori del periodo attuale che migliorano o mantengono la classifica per fascia di età considerata, è possibile calcolare la probabilità che un giocatore riesca a ripetere l’impresa compiuta da Ferrer di migliorare in classifica dalla stagione del 27esimo anno a quella del 31esimo. Per ogni singolo anno, la probabilità è del 40%, con una probabilità complessiva del 2.5%, o una su quaranta. Anche limitando l’estensione del campione ai giocatori tra i primi 300 all’età di 27 anni, sembra sia un numero ragionevole: del resto, Ferrer è un’anomalia rappresentabile almeno con un rapporto di 1 su 40.

Ferrer dovrà affrontare la sua più grande prova nel 2014, per la stagione del 32esimo anno di età. Tra i giocatori del periodo attuale, il 18% dei trentunenni esce dai primi 300 alla fine della stagione del 32esimo anno (nel campione più numeroso a partire dal 1983, la percentuale è del 27%). Di quelli che si mantengono nei primi 300, solo un quarto migliora la posizione, e la variazione media di classifica è abbondantemente negativa (Ferrer ha chiuso il 2014 al decimo posto, perdendo quindi sette posizioni dalla fine del 2013, a conferma di quanto evidenziato dall’analisi, n.d.t.).

Arriverà il momento in cui anche Ferrer dovrà sottostare alle leggi della natura. Che vi siano o meno precedenti, è comunque difficile scommettere contro Ferrer. Ad oggi, la natura non ne ha ancora limitato il rendimento su un campo da tennis.

David Ferrer and Defiance of the Aging Curve