La crème de la crème: identificare i migliori di ogni categoria

di Granger Huntress // TheTennisNotebook

Pubblicato il 2 agosto 2016 – Traduzione di Edoardo Salvati

Se ne parla in continuazione: chi è il più grande di sempre? È il giocatore che ha vinto più titoli Slam, quello che è rimasto al primo posto della classifica per più settimane o il giocatore con il record migliore sugli avversari più forti della sua era? E una combinazione di tutte queste cose o c’è dell’altro? Quali sono gli elementi da considerare quando si affronta questa conversazione?

Sono queste le domande che emergono quando si parla del più grande di sempre, e la conversazione si accende quando si considerano tre giocatori come Roger Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal. Mi sono domandato recentemente quali giocatori rientrerebbero in un’eventuale lista dei più grandi in assoluto. Ancora più interessante sarebbe stabilire i migliori giocatori di sempre di seconda fascia o anche di terza fascia. In generale, come si possono identificare i migliori di ciascun livello della piramide tennistica?

Per rispondere a questa domanda, faccio ricorso a uno strumento frequentemente utilizzato nelle analisi statistiche, vale a dire l’analisi per raggruppamento (cluster), prendendo spunto da un articolo apparso su Journal of Quantitative Analysis of Sports intitolato: “Match Play: Using Statistical Methods to Categorize PGA Tour Players’ Careers” di Martin L. Puterman e Stefan M. Wittman della University of British Columbia.

Metodologia

Ho deciso di raggruppare i giocatori professionisti attivi su quasi tutto il periodo dell’era Open (1972-2015) sulla base di categorie. Inizialmente, ho creato più di 20 categorie dalle classifiche di fine anno, tra cui la classifica media, la massima classifica, gli anni tra i primi 10, la percentuale di miglioramento di carriera e la massima singola perdita di posizioni. Tuttavia, statisticamente parlando, questi dati non riescono a descrivere la qualità complessiva della carriera di un giocatore perché sono altamente correlati.

Alla fine, ho visto che il miglior modo per descrivere la qualità complessiva della carriera di un giocatore è considerare quanto tempo proporzionalmente ha trascorso in varie categorie di classifica, o insiemi (buckets) – primi 10, primi 20, primi 50, primi 100, oltre il 100. Per ridurre l’ampio numero di giocatori da analizzare, e quindi arrivare a isolare la crème de la crème, ho introdotto il requisito per cui un giocatore deve aver terminato la stagione tra i primi 100 per almeno otto anni. Perché proprio i primi 100? Sembra essere questo il numero più o meno identificativo dell’accesso diretto ogni anno al tabellone principale degli Slam, oltre a un indicatore di successo per la carriera di un giocatore. Perché proprio otto anni? Cinque anni sembrano essere un tempo limitato per venire considerato uno dei più forti di sempre, dieci anni al contrario un requisito troppo ampio.

Naturalmente, sulla base di queste ipotesi, molti dei giocatori più vecchi dei primi anni dell’era Open vengono esclusi o semplicemente statisticamente travisati perché le loro carriere si sono concluse poco dopo il 1972. Inoltre, diversi giovani giocatori non hanno raggiunto i primi 100 per la prima volta se non dopo il 2007, mancando quindi del requisito degli otto anni. Con questo tipo di restrizioni, c’era da attendersi un riduzione del campione di analisi.

In aggiunta, ho eliminato tutte le classifiche di fine stagione oltre la 600esima posizione, visto che per i primi trent’anni di classifica raramente si è andati oltre quella posizione. Inoltre, non è sembrato utile nel confronto tra ciascuna decade, visto che i giocatori probabilmente partecipano a pochi tornei ITF mentre cercano di farsi largo nel circuito principale.

Raggruppamento tramite algoritmo K-means

Il raggruppamento è un metodo matematico di suddivisione in cui la variabile K rappresenta il numero di categorie. Curiosamente, a prescindere dalla scelta della variabile, ci sono stati pochi cambiamenti tra i gruppi migliori. I numeri hanno suggerito come ottimale un raggruppamento tra 5 e 7 insiemi, quindi ho scelto di analizzarne 6.

Capire i risultati

L’immagine 1 mostra in che percentuale i giocatori di ciascun gruppo sono rimasti all’interno delle fasce di classifica durante la loro carriera (rispetto alle classifiche di fine stagione). Ad esempio, i giocatori del Gruppo A hanno trascorso circa il 72% della loro carriera tra i primi 10, e circa un 8% fuori dai primi 100. In questo modo, è possibile identificare i diversi gruppi.

IMMAGINE 1 – Media percentuale di permanenza tra fasce di classifica durante la carriera per ciascun gruppo identificato

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A. Le Elite
Giocatori nel Gruppo A: 13 – Giocatore più rappresentativo: Novak Djokovic

Gruppo A - Le Elite: Jimmy Connors, Bjorn Borg, John McEnroe, Ivan Lendl, Stefan Edberg, Boris Becker, Andre Agassi, Pete Sampras, Roger Federer, Andy Roddick, Rafael Nadal, Andy Murray, Novak Djokovic

Questi giocatori sono stati (o sono) tra i primi 10 per più del 72% della loro carriera e fuori dai primi 100 per meno del 9%.

Ci sono 13 giocatori in questo gruppo, che è abbastanza carico di talento. Al primo sguardo, la mia impressione è stata che su 12 di questi giocatori il consenso sarebbe unanime, il tredicesimo è una sorpresa. Ma quando si osserva il grafico delle loro carriere rispetto a quello di altri che non hanno passato il taglio, il giocatore sorpresa non è più tanto una sorpresa. Naturalmente, ci sono omissioni, ma le affrontiamo più avanti.

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Ovviamente Bjorn Borg si è ritirato troppo presto, ma è salito alla ribalta a un’età inferiore e si unisce al percorso di carriera degli altri grandi come si vede in basso nel grafico. Si può anche vedere il periodo difficile di Andre Agassi quando è uscito dai primi 100 ed è poi risalito tra i primi 5 rimanendoci diversi anni. Andy Roddick è diventato protagonista più o meno alla stessa età degli altri ed è rimasto costantemente tra i primi 10 prima di ritirarsi all’improvviso a trent’anni.

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La ricerca matematica del giocatore maggiormente rappresentativo di questo gruppo (il più vicino al valore centrale) conduce a Djokovic, l’attuale numero uno del mondo. Ha la stessa traiettoria di classifica iniziale degli altri e continua a sostenere la sua candidatura come migliore giocatore di sempre. Questo è un gruppo incredibile e faccio fatica a pensare di togliere qualcuno. Un altro aspetto interessante è che se si osservano i gruppi successivi, non sono sicuro quale nome si possa aggiungere. Certo, alcuni giocatori hanno affrontato le Elite, ma nessuno ha mostrato di possedere la stessa capacità di rimanere tra i primi 10 come questi giocatori.

B. I Secondi Violini

Giocatori nel Gruppo B: 36 – Giocatore più rappresentativo: Tim Henman

Gruppo B - I Secondi Violini: Ilie Nastase, Manuel Orantes, Eddie Dibbs, Brain Gottfried, Guillermo Vilas, Harold Solomon, Raul Ramirez, Vitas Gerulaitis, Gene Mayers, Jose Luis Clerc, Eliot Teltscher, Yannick Noah, Mats Wilander, Thomas Muster, Michael Stich, Jim Courier, Sergi Bruguera, Goran Ivanisevic, Richard Krajicek, Michael Chang, Patrick Rafter, Yvgeny Kafelnikov, Thomas Enqvist, Tim Henman, Marcelo Rios, Carlos Moya, Gustavo Kuerten, Marat Safin, Lleyton Hewitt, Nikolay Davydenko, David Nalbandian, David Ferrer, Stanislas Wawrinka, Jo-Wilfied Tsonga, Tomas Berdych, Richard Gasquet

In questo gruppo le cose si fanno ancora più interessanti. Come si vede nell’Immagine 1, i giocatori del Gruppo B hanno trascorso un terzo della loro carriera nei primi 10 e più del 50% nei primi 20. La lista comprende 36 giocatori, tra cui diversi campioni Slam ed ex numeri uno. Il più grande ostacolo all’ottenimento dello status di ‘Elite’ per alcuni di questi giocatori è stata la mancanza di longevità tra i primi 10.

La differenza tra il Gruppo A e il Gruppo B è chiara: la carriera dei giocatori del Gruppo B è stata eccezionale, ma non arroccata intorno a primissimi posti come per le Elite.

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Dei giocatori del Gruppo B, Mats Wilander è probabilmente la candidatura più forte per l’ingresso nel gruppo delle Elite. Come Borg, è entrato giovanissimo nei primi 10 e ci è rimasto per diversi anni, vincendo in quel periodo molteplici Slam. Gli anni tra il 1982-1988 sono stati per lui incredibili. Il principale deterrente alla sua inclusione nel Gruppo A è il fatto che la fase di declino è iniziata a 24 anni.

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Anche Guillermo Vilas è un candidato. Ha vinto quattro Slam e ha dominato il circuito negli anni ’70. Ha continuato a giocare per buona parte degli anni ’80, ottenendo dei buoni risultati sulla terra ancora a lungo nella sua carriera. Come Wilander, gli mancava solo Wimbledon per completare tutti gli Slam.

Il giocatore più rappresentativo di questo gruppo alla fine è Henman. Anche se non ha mai vinto uno Slam, Henman è stato una presenza inamovibile tra i primi 20. Ci sono molti giocatori in questo gruppo come Henman, che sono arrivati tra i primi 20 o primi 50, sono rimasti li per un po’, hanno continuato a gravitare tra i primi 100 per qualche anno e poi si sono ritirati. Sono nomi ben conosciuti e giocatori inseriti nella Hall Of Fame, ma sono entrati nella fascia alta per il rotto della cuffia.

C. I Rimbalzanti

Giocatori nel Gruppo C: 33 – Giocatore più rappresentativo: Nicolas Almagro

Gruppo C - I Rimbalzanti: Jaime Fillol, Dick Stockton, Roscoe Tanner, Sandy Mayer, Wojtek Fibak, Kevin Curren, Johan Kriek, Andres Gomez, Tim Mayotte, Anders Jarryd, Brad Gilbert, Martin Jaite, Emilio Sanchez, Petr Korda, Cedric Pioline, Todd Martin, Alex Corretjia, Felix Mantilla, Thomas Johansson, Albert Costa, Mark Philippoussis, Dominik Hrbaty, Tommy Haas, Sebastien Grosjean, Fernando Gonzalez, Tommy Robredo, Robin Soderling, Gilles Simon, Marcos Baghdatis, Nicolas Almagro, Gael Monfils, Fabio Fognini, Marin Cilic

Il Gruppo C ha delle caratteristiche uniche perché è composto da giocatori che, nella maggior parte dei casi, sono rimasti quasi per lo stessa durata tra le posizioni 11-20, 21-50, 51-100 e oltre i 100. Ci sono stati dei momenti in cui si sono spinti tra i primi 10, ma hanno quasi sempre gravitato altrove.

Almagro è l’esempio perfetto di questo gruppo, avendo trascorso qualche anno fuori dai primi 100, prima di spingersi tra i primi 20 e poi tornare nella fascia 51-100.

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Almagro, Gael Monfils, Fabio Fognini e Marin Cilic sono i nuovi esponenti di questo tipo di carriera, punte di eccellenza alternate a stagioni sparse su e giù tra i primi 100 (ad eccezione di Fognini, che non è mai andato oltre il 13esimo posto, gli altri giocatori sono riusciti a entrare tra i primi 10, Almagro al numero 9, mentre Monfils e Cilic sono, al momento, rispettivamente numero 6 e 7, n.d.t.).

D. I Quasi Famosi

Giocatori nel Gruppo D: 47 – Giocatore più rappresentativo: Jiri Novak

Gruppo D - I Quasi Famosi: Stan Smith, Robert Lutz, Phil Dent, Adriano Panatta, John Alexander, Kim Warwick, Corrado Barazzutti, Jose Higueras, Hank Pfister, Vijay Amritraj, Balazs Taroczy, Buster C Mottram, Victor Pecci, Tomas Smid, Heinz Gunthardt, Jakob Hlasek, Guy Forget, Amos Mansdorf, Andrei Chesnokov, Paul Haarhuis, Magnus Gustafsson, Aaron Krickstein, Jaime Yzaga, Javier Sanchez, Francisco Clavet, Magnus Larsson, Marc Rosset, Wayne Ferrera, Fabrice Santoro, Greg Rusedski, Andrei Medvedev, Jiri Novak, Nicolas Kiefer, Ivan Ljubicic, Juan Ignacio Chela, Juan Carlos Ferrero, Jurgen Melzer, Jarkko Nieminem, Feliciano Lopez, Mikhail Youzhny, Igor Andreev, Philipp Kohlschreiber, Fernando Verdasco, Adreas Seppi, Juan Monaco, Viktor Troicki, Sam Querrey

Il Gruppo D è quello dei Quasi Famosi, nel quale i giocatori sono rimasti tra i primi 50 il 60% della loro carriera, ma nella maggior parte del tempo tra le posizioni 21-50. Un paio di giocatori sono diventati effettivamente famosi, ma l’era Open è iniziata verso la fine delle loro carriere.

In particolare, Stan Smith, Robert Lutz e Phil Dent erano famosi. Però Smith aveva 26 anni alla fine del 1972 e quindi alcuni dei suoi migliori anni non sono conteggiati. Gli altri due giocatori erano più conosciuti per le loro doti in doppio.

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I restanti giocatori di questo gruppo hanno avuto carriere fantastiche con risultati di punta qua e la, ma per la maggior parte del tempo sono rimasti nella zona di confine. Novak è il giocatore più rappresentativo dei 47 di questo gruppo. Giocatori come Aaron Krickstein, Fabrice Santoro, Andrei Chesnokov, Jarkko Nieminen e Ivan Ljubicic sono un classico esempio, avendo raggiunto l’apice a 25-27 anni, ma poi con movimenti imprevedibili di classifica.

E. I Popcorn

Giocatori nel Gruppo E: 45 – Giocatore più rappresentativo: Dmitry Tursunov

Gruppo E - I Popcorn: Jeff Borowiak, Paul Mcnamee, Bill Scanlon, John Fitzgerald, Jan Gunnarson, Wally Masur, Henri Leconte, Luiz Mattar, Jimmy Arias, Jordi Arrese, Ronald Agenor, Karel Novacek, Pat Cash, Richey Reneberg, Jonas Svensson, Alexander Volkov, Marcelo Filippini, Carl Uwe Steeb, Carlos Costa, Horst Skoff, Renzo Furlan, Todd Woodbridge, Hicham Arazi, Andrei Pavel, Bohdan Ulihrach, Rainer Shuettler, Agustin Calleri, Max Mirnyi, Mariano Zabaleta, Radek Stepanek, Gaston Gaudio, James Blake, Xavier Malisse, Filippo Volandri, Mardy Fish, Julien Bennetau, Paul Henri Mathieu, Jose Acasuso, Dmitry Tursunov, Florian Mayer, Mario Ancic, Janko Tipsarevic, Marcel Granollers

I giocatori del Gruppo E hanno molti elementi in comune con quelli dei Gruppi C, D e F, ma sono rimasti fuori dai primi 100 più a lungo di qualsiasi altro gruppo. Sono anche giocatori rimasti in media circa un terzo della loro carriera nelle fasce 21-50, 51-100 e oltre ai 101.

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Tursunov è il giocatore più rappresentativo del gruppo. Quando si osserva il grafico delle loro carriere, le linee sono frastagliate come dei popcorn che saltano e ricadono, da cui il nome del gruppo. Mardy Fish, James Blake e Rainer Schuettler rientrano in questo gruppo, a dimostrazione del fatto che, pur avendo avuto alcune stagioni fantastiche, non sono stati esenti da difficoltà.

F. I Lottatori

Giocatori nel Gruppo F: 43 – Giocatore più rappresentativo: Horacio De La Peña

Gruppo E - I Lottatori: Marty Riessen, Andrew Pattison, Tom Gullikson, John Lloyd, Brian Teacher, Fernando Luna, Tim Wilkinson, Ramesh Krishnan, Thierry Tulasne, Jim Grabb, Mark Woodforde, Derrick Rostagno, Horacio De La Peña, Tomas Carbonell, Jeff Tarango, Byron Black, Jason Stoltenberg, Jan Siemerink, Richard Fromberg, Slava Dosedel, Fernando Meligeni, Jonas Bjorkman, Martin Damm, Kenneth Carlsen, Sargis Sargsian, Andrea Gaudenzi, Karol Kucera, Vincent Spadea, Nicolas Lapentti, Sjeng Schalken, Stefan Koubek, Arnaud Clement, Alberto Martin, Ivo Karlovic, Nicolas Massu, Michael Llodra, Albert Montanes, Oliver Rochus, Benjamin Becker, Victor Hanescu, Guillermo Garcia Lopez, Yen Hsun Lu, Ernests Gulbis

Dalla parte opposta dello spettro di analisi troviamo il Gruppo F, nel quale i giocatori sono rimasti meno del 4% della loro carriera tra i primi 20 e quasi l’80% fuori dai primi 50. E hanno trascorso anche un terzo del tempo fuori dai primi 100. Questi sono i giocatori che popolano i tabelloni degli Slam, soprattutto nei primi e secondi turni. Giocatori dalla carriera solida e qualche nome più famoso fanno parte di questo gruppo.

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Alcuni dei giocatori che nella loro carriera possono rientrare in questo gruppo riescono anche a entrare tra i primi 20, ma la maggior parte gravita tra i primi 100, e alcuni fanno fatica a rimanervi. Questa è la vita dei Lottatori del circuito. Che non significa che il loro successo sia da meno, del resto i requisiti per entrare in questo gruppo sono otto anni tra i primi 100 del mondo, che è un ottimo risultato in qualunque modo lo si guardi.
De La Peña è il giocatore più rappresentativo di questo gruppo. Un giocatore che si è mosso tra i primi 50 e i primi 150 in tutta la sua carriera e che ha vinto diversi titoli arrivando fino al numero 31 del mondo.

Considerazioni finali

Anche questa, come tutte le analisi, non è perfetta, ma presenta un raggruppamento coerente tra giocatori simili. E l’obiettivo, in fondo, è quello di alimentare il dibattito, riportare in auge giocatori dimenticati negli anni o farne conoscere storia e posto nel tennis a chi li scopre per la prima volta.

Crème de la crème — Identifying the best of each tennis cluster