Il curioso caso di Stanislas Wawrinka

di Chapel Heel // FirstBallIn

Pubblicato il 9 giugno 2017 – Traduzione di Edoardo Salvati

Per calcolare la probabilità di vittoria di un giocatore, utilizzo un sistema basato sulle statistiche della singola partita. In generale, funziona con buona precisione, anche se non ne è l’unico sistema di cui mi servo. Ma, quando si tratta di Stanislas Wawrinka, ci sono dei problemi, perché viene continuamente sottovalutato.

Se un sistema funziona con buona precisione tranne che per qualche eccezione, mi aspetterei che quelle eccezioni fossero da far risalire allo stile di gioco. Ad esempio, se il sistema non funzionasse bene con giocatori come John Isner, Milos Raonic e Ivo Karlovic, riuscirei a comprenderne facilmente il motivo. Eppure, sembra andare bene per loro, ma non per Wawrinka.

Sono convinto che Wawrinka faccia qualcosa che le sue statistiche di partita aggregate non mostrino, perché credo che nessuno possa obiettare il fatto che sia uno dei migliori cinque giocatori al mondo dal 2014, pur essendo rimasto fuori per qualche ragione dal gruppo dei Fantastici Quattro.

Per chiarire il concetto, ho analizzato i giocatori che dal 2014 sono rimasti continuativamente nei primi 25 della classifica. Si tratta un gruppo molto elitario: Tomas Berdych, Novak Djokovic, Roger Federer, Andy Murray, Rafael Nadal, Kei Nishikori, Raonic, Jo Wilfried Tsonga e appunto Wawrinka. Siccome volevo un insieme di almeno dieci giocatori e siccome un paio sono rimasti fuori per pochissimo, ho aggiunto Isner (un mese in classifica tra il numero 26 e il 28) e Richard Gasquet (due mesi tra il 26 e il 27).

Sulla base delle statistiche partita per partita dal 2014, le tabelle che seguono mostrano la posizione di Wawrinka in questo insieme di undici giocatori rispetto ad alcune categorie di analisi. Sono tutte statistiche ponderate per il numero di game giocati al servizio, e non includono il Roland Garros 2017.

Wawrinka è al settimo posto per punti vinti al servizio (A). Se considerato isolatamente, tenere il proprio servizio non ha troppo significato se non riesci mai a fare un break al tuo avversario (ad esempio con Isner) o se invece sei bravo a impedire al tuo avversario di vincere il suo servizio (ad esempio Nishikori). La tabella riepiloga, per ogni giocatore, le percentuali di punti al servizio degli avversari.

Wawrinka è ottavo nell’impedire al proprio avversario di vincere punti al servizio (B). Non è sorprendente, vista la sua tendenza a bloccare il colpo in risposta.

Quale sia il significato di questi numeri, per la maggior parte delle analisi la percentuale effettiva dei punti vinti al servizio o la percentuale effettiva dei punti vinti al servizio dall’avversario non sono sono così importanti nella previsione dell’esito di una partita come la differenza tra la percentuale di punti vinti al servizio da un giocatore e la stessa percentuale dell’avversario. La tabella sulla destra mostra i risultati per questo tipo di calcolo [(A) – (B)].

I Fantastici Quattro sono ai primi quattro posti della classifica. Wawrinka? Beh…è al decimo posto!

Fino a questo momento Wawrinka si posiziona sempre nella parte bassa di queste classifiche, e comunque sempre dietro a Berdych (e forse questo dice qualcosa anche sul rendimento di Berdych).

Forse è una questione di tempismo, forse Wawrinka non riesce a impedire ai suoi avversari di vincere un numero straordinario di punti al servizio, ma riesce a impedirlo nelle giuste situazioni. Questo dovrebbe avere evidenza nella sua capacità di trasformare palle break, come mostrato dalla tabella a sinistra.

E invece no, sempre nella parte bassa della classifica.

Allora forse Wawrinka si trova ad affrontare avversari generalmente più modesti di quelli dei Fantastici Quattro, visto che gioca più spesso partite di tornei 250. In altre parole, si nutre di un livello competitivo inferiore e gioca sufficientemente bene per vincere. Ci aspetteremmo di vedere traccia di questo nella percentuale di punti vinti al servizio o nella percentuale di punti vinti al servizio dai suoi avversari, ma forse non è così. La tabella di destra mostra la media ponderata della classifica degli avversari affrontati da ciascun giocatore dal 2014.

In generale, Wawrinka non affronta un livello di competizione più basso, perché in questo caso è al quarto posto.

Riepilogando, Wawrinka non è nella parte alta della classifica nella percentuale di punti vinti al servizio, nella percentuale di punti vinti al servizio dal suo avversario, nella differenza tra i due precedenti valori o nella percentuale di palle break trasformate, ma è tra i primi solo per livello di bravura medio degli avversari affrontati. Come è possibile quindi che sia tra i Grandi Cinque?

La tabella sottostante riepiloga le percentuali effettive di vittoria di questi giocatori dal 2014. I valori della colonna ‘Vittorie Pitagoriche %’ sono ottenuti applicando una formula pitagorica (nello stile di Bill James) alla percentuale di punti vinti al servizio e alla percentuale di punti vinti al servizio dall’avversario con un esponente 10, che in generale è una buona approssimazione delle percentuali di vittoria del circuito maschile.

La colonna “Differenza Pitagorica” indica quanto un giocatore abbia fatto meglio (in positivo) o peggio (in negativo) della sua percentuale di vittorie pitagoriche. Come misura alternativa, ho utilizzato anche un modello di Markov con le percentuali di punti vinti al servizio e punti vinti al servizio dall’avversario per una stima delle percentuali di vittoria (in questo caso nell’ipotesi di partite al meglio dei 3 set con il tiebreak al set decisivo). La colonna ‘Differenza Markov’ indica quanto un giocatore abbia fatto meglio (in positivo) o peggio (in negativo) della sua probabilità attesa di Markov.

Wawrinka si posiziona al sesto posto in termini di percentuale di vittorie effettive, al decimo posto come percentuale di vittorie pitagoriche e sempre al decimo posto come percentuale di vittorie Markov. Non sorprende dunque che la sua Differenza Pitagorica e la Differenza Markov siano al primo posto in questo elenco di giocatori, vale a dire che Wawrinka fa meglio di entrambe queste misurazioni delle attese. Anche se la formula pitagorica tende a pronosticare questo gruppo in difetto di circa il 2%, Wawrinka è di gran lunga avanti nell’ottenere risultati migliori delle previsioni pitagoriche. Allo stesso modo, anche se il modello di Markov tende a pronosticare questo gruppo in eccesso di circa il 3%, Wawrinka è uno dei tre giocatori a ottenere risultati migliori delle previsioni di Markov.

Ho analizzato i risultati di Wawrinka con altre categorie, come la superficie (riesce meglio delle attese sul cemento che sulla terra), la categoria di torneo (fa leggermente peggio delle attese nei 250) e il turno giocato (fa leggermente peggio delle attese nei quarti e nelle semifinali, fa molto meglio delle attese in finale). Si potrebbe pensare che Wawrinka alzi il suo livello di gioco sul cemento e nei tornei più importanti, soprattutto se arriva in finale. Però, la sua percentuale di vittorie al Roland Garros è altrettanto buona che agli Australian Open e agli US Open. Inoltre, il suo punto a sfavore è sempre stata la prestazione nei tornei Masters, nei quali i suoi risultati non sono paragonabili a quelli dei Fantastici Quattro.

In una precedente tabella, ho mostrato che la media ponderata della classifica degli avversari di Wawrinka era nella parte alta dell’elenco. È possibile naturalmente che demolisca gli avversari più deboli nei primi turni per alzare la sua probabilità di vittoria al di sopra delle attese. Verifichiamo quest’assunto, sulla base delle categorie viste in precedenza ma rispetto alle fasce di classifica effettiva dei suoi avversari.

Ci sono dei numeri strani in questa tabella. Wawrinka effettivamente demolisce gli avversari più deboli in modo sproporzionato rispetto alle attese, anche se non gioca particolarmente bene quelle partite. Allo stesso tempo supera in larga misura le attese nei confronti dei primi 10.

I suoi valori agli estremi della curva contro i primi 10 non sono così buoni, eppure è riuscito a batterli con una frequenza del 54%, nonostante una differenza negativa dello 0.030 tra la percentuale di punti vinti al servizio e la percentuale di punti vinti al servizio dagli avversari nelle 39 partite giocate. Anzi, ha quattro vittorie contro i primi 10 nelle quali la sua percentuale di punti vinti al servizio era inferiore della percentuale di punti vinti al servizio dall’avversario, e non di poco (il 65.9% contro il 69.9%). Si tratta di quasi il 20% delle sue vittorie contro i primi 10. Per avere un termine di paragone, Murray ha una sola vittoria con differenziale negativo (cioè il 3% delle sue vittorie contro i primi 10), Djokovic ne ha due (3%), Nadal neanche una e Federer una (3%).

Cosa significa tutto questo (se significa qualcosa)? Non ne sono del tutto certo, ma sembra che (a) giochi sufficientemente bene per vincere contro giocatori di più bassa classifica e (b) è in grado di alzare mentalmente il livello contro i giocatori di vertice nei momenti che contano.

Viene da chiedersi, Wawrinka è un giocatore migliore nei momenti chiave? Per trovare una risposta servirebbero dati molto più specifici di quelli che possiedo, e molti di coloro che hanno approfondito il tema in vari sport non hanno trovato un effetto “momenti chiave” sostanziale.

Vi lascio con un’ulteriore riflessione. Abbiamo visto prima che Wawrinka converte il 38.7% delle palle break, una percentuale che gli vale l’ottavo posto tra gli undici giocatori del campione. Contro i primi 10, la sua percentuale sale al 41.6%, cioè la terza assoluta, inferiore solamente a quella di Djokovic e Murray.

The Curious Case Of Stanislas Wawrinka

I giocatori migliori al Roland Garros 2017

di Stephanie Kovalchik // OnTheT

Pubblicato l’11 giugno 2017 – Traduzione di Edoardo Salvati

Dopo la sorprendente vittoria di Jelena Ostapenko su Simona Halep per il titolo femminile, c’è grande attesa per la finale maschile del Roland Garros 2017, perché tutti si chiedono se Stanislas Wawrinka sarà in grado di fermare Rafael Nadal e impedirgli la conquista del decimo titolo (Nadal ha poi sconfitto Wawrinka con il punteggio di 6-2 6-3 6-1, n.d.t.).

Nadal è già l’indiscusso Re della Terra Battuta con il record di nove titoli vinti al Roland Garros. E, rispetto a Wawrinka, ha avuto un cammino molto più agevole fino alla finale, non avendo perso nemmeno un set e avvantaggiandosi anche del ritiro di Pablo Carreno Busta nei quarti di finale. Wawrinka invece è arrivato in finale dopo un’estenuante maratona al quinto set con un ritrovato Andy Murray.

Sono tutti elementi che fanno pensare che la probabilità di Wawrinka di una vittoria a sorpresa come quella di Ostapenko sia piuttosto ridotta. Anche se non deve essere sottovalutato il record immacolato di Wawrinka nelle finali Slam che, con tre titoli su altrettanti tentativi, lo rende uno dei giocatori migliori nei momenti chiave delle finali Slam. Questo suggerisce che, con l’avanzare del torneo, Wawrinka sia in grado di alzare il proprio gioco, forse anche stimolato dall’intensità crescente del livello competitivo. Se fosse vero, il pronostico per una vittoria di Wawrinka dovrebbe riflettere maggiore ottimismo.

È possibile trovare evidenza del fatto che Wawrinka sia migliorato turno dopo turno al Roland Garros 2017?

Possiamo farci un’idea esaminando le tendenze sul rendimento al servizio e alla risposta in ciascun turno. L’immagine 1 mostra le prestazioni aggiustate al servizio e alla risposta fino alle semifinali di entrambi i contendenti, che tengono in considerazione la bravura al servizio e alla risposta di ogni avversario affrontato e permettono un confronto omogeneo (nella versione originale, è possibile visualizzare i singoli valori puntando il mouse sul grafico, n.d.t.).

Una delle statistiche più sorprendenti quest’anno è la prestazione al servizio di Nadal, con cui ha ottenuto una media aggiustata di punti vinti del 75.6%. Avesse potuto completare la partita con Carreno Busta, sarebbe al primo posto per il torneo. Si tratta di un numero sconvolgente, considerando che il servizio non è la sua arma migliore e che è conosciuto per essere stato in passato abbastanza prevedibile. Questo cambiamento potrebbe essere un fattore decisivo per la finale.

IMMAGINE 1 – Rendimento al servizio e alla risposta (aggiustato per avversario)

Nadal è in vantaggio anche alla risposta con una media aggiustata del 53.9%. In media Wawrinka è dietro di più di 5 punti percentuali, ma ha fatto vedere una tendenza positiva sulla prestazione alla risposta, forse il segno più evidente della sua progressione partita dopo partita.

Se analizziamo il rendimento nei momenti chiave per avere un’idea più precisa della capacità di gestire la pressione di entrambi i finalisti, i numeri non depongono a favore di Wawrinka. Infatti, in situazioni di momenti chiave al servizio e alla risposta, Wawrinka insegue Nadal con in media uno scarto di diversi punti percentuali. Lo scenario si fa però migliore quando consideriamo che Nadal è stato messo davvero in difficoltà, riuscendo ad andare avanti con così tanta facilità da non figurare nemmeno tra le prime 10 prestazioni migliori nei momenti chiave del Roland Garros 2017.

IMMAGINE 2 – Tendenze nei momenti chiave dei due finalisti

Come Nadal riuscirà a gestire la pressione nel caso Wawrinka dovesse trovare un modo per metterlo alle strette è tutto da scoprire. Wawrinka, d’altro canto, ha dato prova di aumentare la qualità del gioco nei momenti che più contano. Questo non ha evidenza solo nel suo record per le finali Slam, ma anche nel differenziale di rendimento nei momenti chiave al servizio e alla risposta, con una prestazione sotto pressione superiore del +0.6% e del +3.9%. Potremmo quindi assistere a una partita più equilibrata di quella che le quote degli scommettitori ritengono non possa essere.

French Open ATP Leaders